Lavorava senza licenze e tra i rifiuti pericolosi: sequestrata un’officina fantasma
Blitz della polizia locale in un capannone della zona industriale: sigilli allo stabile e titolare denunciato
Oristano Un’officina meccanica che lavorava nell’ombra, senza autorizzazioni, senza licenze e con una gestione dei rifiuti tutt’altro che regolare. È quanto hanno scoperto gli agenti del nucleo di polizia giudiziaria, ambientale ed edilizia della polizia locale di Oristano durante un controllo mirato proprio a fermare l’abusivismo commerciale nella zona industriale Nord. L’ispezione ha portato alla luce quella che, secondo gli accertamenti svolti, era un’attività completamente abusiva, fatto reso possibili dall’essere nascosta all’interno di uno stabile condiviso con un’azienda regolarmente autorizzata. Un’officina “fantasma” che, almeno sulla carta, non esisteva.
A far scattare i provvedimenti non è stata soltanto l’assenza di autorizzazioni. All’interno dei locali gli agenti, coordinati dal comandante Giovanni Uras, hanno trovato una consistente quantità di rifiuti speciali e pericolosi accumulati senza alcuna tracciabilità e in violazione delle norme ambientali. Tra il materiale sequestrato figurano oli motore esausti, filtri, cinghie e pneumatici usurati, depositati senza le procedure previste dalla legge. Il quadro emerso durante il controllo è apparso ancora più preoccupante sotto il profilo della sicurezza sul lavoro. Secondo quanto accertato dalla polizia locale, il personale stava operando in condizioni irregolari, senza dispositivi di protezione individuale e all’interno di ambienti privi delle più elementari misure di sicurezza. Mancavano infatti impianti per l’aspirazione dei fumi, sistemi di protezione e presidi antincendio.
Per il titolare sono scattati la denuncia per reati ambientali e una pesante sanzione amministrativa. Gli agenti hanno inoltre proceduto al sequestro penale dell’autofficina e di tutti i rifiuti rinvenuti all'interno della struttura. L’intervento, però, potrebbe essere solo il primo capitolo della vicenda. Le indagini proseguono infatti su più fronti per chiarire l’esatta posizione fiscale del gestore e verificare la portata complessiva delle irregolarità contestate. Gli accertamenti dovranno stabilire se, oltre alle violazioni ambientali e amministrative già emerse, vi siano ulteriori illeciti legati alla gestione dell’attività. Per il momento, l’officina resta sotto sequestro e l’attività è stata fermata.
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