Incendio vicino alla raffineria Saras, incastrato dalle telecamere mentre lancia l’innesco: condannato
Il rogo nel maggio 2025. Le indagini sono state condotte dal Corpo forestale
Cagliari Prima il rogo, poi la scoperta di chi lo aveva volontariamente provocato. Un incendio che avrebbe potuto trasformarsi in una tragedia, con le fiamme a poca distanza dalle case di Sarroch e dalla raffineria Saras. Un atto doloso commesso da un uomo incastrato dalle telecamere di videosorveglianza che nei giorni scorsi ha patteggiato con il gip del Tribunale di Cagliari la pena di quattro anni e otto mesi di reclusione.
Era il pomeriggio del 29 maggio 2025 quando, in località Su Leunaxi, nell’agro di Pula, le fiamme hanno iniziato a propagarsi a breve distanza dalle abitazioni della periferia di Sarroch e dalla raffineria Saras. La vicinanza alle case e a una struttura industriale sensibile ha imposto un intervento immediato del sistema antincendio regionale. Sul posto sono arrivati 16 operatori del Corpo forestale, dei vigili del fuoco e della locale compagnia barracellare, con cinque automezzi. Per contenere il fronte del fuoco è stato impiegato anche un elicottero del sistema regionale antincendi, decollato dalla base di Pula.
A chiarire l’origine dolosa del rogo sono state le indagini del Corpo forestale della Regione. Durante il sopralluogo, proprio nell’area di innesco, gli investigatori hanno infatti trovato un dispositivo incendiario artigianale riconducibile alla tipologia dei congegni a tempo già individuati nelle indagini sugli incendi dolosi. Poi sono arrivate le immagini. Le telecamere di videosorveglianza avevano ripreso un uomo mentre, dal proprio veicolo, lanciava a bordo strada l’ordigno. Un elemento ritenuto rilevante per ricostruire la dinamica e indirizzare le indagini.
Ulteriori riscontri sono stati acquisiti durante una perquisizione, consolidando il quadro indiziario. Sulla base degli elementi raccolti, la procura di Cagliari aveva chiesto per l’indagato gli arresti domiciliari, successivamente disposti dall’autorità giudiziaria, per il reato di incendio boschivo doloso previsto dall’articolo 423-bis del codice penale. Nei giorni scorsi il procedimento è arrivato davanti al gip, dove l’imputato ha scelto il rito del patteggiamento.
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