Quindicenne accerchiata e molestata, interviene un militare della Brigata Sassari – Chi è e cosa è successo
L’episodio raccontato sui social la madre della giovane: «Infinitamente grazie»
Cagliari Quindicenne accerchiata e molestata da un gruppo di ragazzi stranieri, viene salvata da un militare della Brigata Sassari libero dal servizio. A rendere pubblico l’episodio, avvenuto a Cagliari mercoledì 9 settembre, intorno alle 22 vicino alla fermata degli autobus di piazza Matteotti, è stata la madre della giovane, che ha raccontato quanto accaduto attraverso i social network.
Protagonista della vicenda è Samuele Fasolo, 20 anni, militare dell'Esercito Italiano in servizio presso il 3° reggimento bersaglieri della Brigata Sassari di stanza a Capo Teulada. Il militare, libero dal servizio, che si trovava in città in abiti civili, fedele al motto del 3° Reggimento bersaglieri non ha esitato a intervenire nonostante la superiorità numerica degli aggressori. Secondo la ricostruzione della madre, la ragazza – residente in un comune dell'hinterland cagliaritano – si era trovata sola per circa cinque minuti alla fermata dell'autobus in piazza Matteotti, dopo che la persona che l'accompagnava aveva preso un mezzo diverso dal proprio e l'autobus atteso dalla giovane era nel frattempo rientrato in deposito. In quel breve lasso di tempo, il gruppo dei cinque malintenzionati l'ha avvicinata, intimorendola con gesti minacciosi. È stato il pianto disperato della giovane, accompagnato dalle sue urla, a richiamare l’attenzione del bersagliere che si trovava nelle vicinanze. Il militare ha assistito alla scena ed è intervenuto tempestivamente, riuscendo ad allontanare il branco di molestatori e a sottrarre la ragazza alla situazione di pericolo. Ancora scossa e in lacrime, la giovane è stata quindi rassicurata dal "sassarino", rimasto al fianco della quindicenne fino all'arrivo della madre, accorsa sul posto non appena avvisata telefonicamente. Il giovane militare della “Sassari” ha poi atteso che la ragazza salisse in auto, restando accanto a lei mentre, ancora scossa e in lacrime, raccontava quanto accaduto.
«Non so chi tu sia, ma onore a te, militare. Infinitamente grazie per aver salvato mia figlia dall'aggressione di un gruppo di giovani che volevano farle del male», ha scritto la donna sui social. La madre ha concluso il proprio messaggio sottolineando come episodi simili si verifichino "a qualsiasi orario" nella zona, definita tra le più frequentate della città da gruppi di giovani. (luciano onnis)
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