El Niño e temperature estreme: sarà un inverno tra grande gelo e rischi blackout – L’allarme
Le proiezioni sono quelle dell’Ecmwf, il centro europeo per il meteo
Sassari Non c’è tregua, si potrebbe passare da un estremo ad un altro. Dopo le temperature roventi dell’estate 2026, lo scenario climatico potrebbe capovolgersi. Le ultime proiezioni stagionali dell’Ecmwf, il Centro europeo di riferimento per le previsioni meteorologiche, delineano infatti un possibile inverno particolarmente rigido. L’ipotesi è quella di un grande gelo soprattutto nel Nord Europa, dove la neve potrebbe persistere per settimane. Le conseguenze, però, saranno significative anche sul Mediterraneo e sull’Italia. A rendere lo scenario particolarmente delicato, poi, una possibile crisi del gas e dell’energia, a causa del conflittuale contesto internazionale.
I modelli europei
Le simulazioni dell’Ecmwf, realizzate anche attraverso sistemi di intelligenza artificiale, mostrano la possibilità di un trimestre invernale tra i più rigidi della storia contemporanea. Le anomalie della pressione atmosferica rappresentano uno degli elementi centrali dello scenario. I modelli individuano la possibile formazione di vasti blocchi anticiclonici alle alte latitudini. Questa configurazione potrebbe favorire la discesa verso l’Europa di masse d’aria molto fredde provenienti dalle regioni artiche e dalla Siberia.
El Niño e il possibile collasso del vortice polare
A contribuire alla particolare configurazione atmosferica è El Niño, il fenomeno che prevede un riscaldamento anomalo delle acque dell’Oceano Pacifico equatoriale, capace di influenzare la circolazione atmosferica su scala globale. Il forte apporto di calore e umidità nell’atmosfera può interferire con la “Corrente a getto” e innescare una serie di reazioni nella dinamica atmosferica. Tra le conseguenze ipotizzate c’è anche un indebolimento, fino a un possibile collasso, del vortice polare. In quest’ultimo caso, l’aria gelida normalmente confinata alle regioni attorno al Polo Nord potrebbe espandersi verso sud, verso l’Europa, determinando un radicale cambiamento delle condizioni atmosferiche durante la stagione invernale.
Gelo e neve, i rischi per infrastrutture ed energia
I termometri potrebbero quindi registrare valori inferiori alle medie stagionali anche di decine di gradi. Tra le aree potenzialmente interessate ci sarebbe anche l’Italia, dove la neve potrebbe spingersi oltre Alpi e Appennini, raggiungendo pianure e zone costiere, dando luogo a episodi destinati a protrarsi nel tempo. Una situazione simile avrebbe ripercussioni sulla viabilità e sulle infrastrutture pubbliche, soprattutto in zone meno abituate ad affrontare nevicate abbondanti e condizioni di gelo persistenti.
Il nodo dell’energia
A rendere più delicato il quadro sono le tensioni internazionali e la rottura di catene di approvvigionamento del gas. E mentre negli ultimi anni gli inverni miti hanno contenuto le conseguenze, con temperature molto basse crescerebbe la domanda di riscaldamento. L'eventuale riduzione della disponibilità di gas potrebbe quindi creare una situazione di emergenza energetica. Tra le conseguenze contemplate dalle proiezioni c’è anche la possibilità di estesi blackout elettrici.
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