La Nuova Sardegna

Cagliari

Corte d’Assise

Duplice omicidio di via Ghibli, l’imputato: «Non ho ucciso i miei genitori». La pm: «Li ha uccisi lei»

di Luciano Onnis
Duplice omicidio di via Ghibli, l’imputato: «Non ho ucciso i miei genitori». La pm: «Li ha uccisi lei»

Durante l’udienza fissata per la sua deposizione, Claudio Gulisano si difende in Aula: è accusato della morte del padre e della madre

3 MINUTI DI LETTURA





Cagliari «Non ho ucciso i miei genitori, non ne avevo motivo, volevo bene loro e loro volevano bene a me»: così Claudio Gulisano nella quinta udienza in Corte d’Assise del processo per l’uccisione dei coniugi Luigi Gulisano e Maria Dessì, avvenuta il 4 dicembre del 2024 nell’appartamento della coppia, in via Ghibli 5 a Cagliari. Per il duplice omicidio l’accusato è lui Claudio Gulisano, 45 anni, detenuto nel carcere di Uta. Secca la risposta della pm Rossana Allieri: «Perché insiste con queste pantomime? Glielo dico io perché: lei ha ucciso i suoi genitori».  

L’udienza di oggi 16 settembre ha visto protagonista l’indagato, chiamato a deporre davanti al giuria presieduta dal giudice Giovanni Massidda. La sua deposizione è stata condotta dal difensore, l’avvocato Luigi Sanna, che gli ha chiesto di  esporre inizialmente tutto il suo excursus economico e familiare fin da quando è cominciata, nel 2004, la propria attività lavorativa e poi imprenditoriale come rappresentante di alcolici e poi di gestore di un market. Dal quadro emerso dalla deposizione dell’indagato, sembra essere stata questa una iniziativa fallimentare che ha creato non pochi problemi finanziari a Claudio Gulisano, ma anche al padre Luigi che lo assecondava di nascosto dalla moglie in diverse forme.  

Poi il racconto di cosa avesse fatto l’imputato  il 4 e 5 dicembre e i momenti in cui sono stati trovati i cadaveri dei genitori. Una versione con diverse incertezze,  contestate poi all’imputato anche dal pubblico ministero Rossana Allieri.  In particolare, il presidente Massidda gli ha chiesto se “capisce di aver fatto qualcosa di irrazionale nel pensare di farsi un bonifico bancario al computer appena trovati i genitori morti anziché chiamare 118 e forze di polizia”.  «Si, pensandoci dopo ho commesso una stupidità, in quei momenti non ho ragionato. Non so perché l’ho fatto».

Una ammissione già fatta quando l’imputato aveva reso dichiarazioni spontanee nella prima udienza e adesso ripetute con qualche particolare in più  sollecitato da pm e presidente della Corte.
La pm Allieri ha poi incalzato duramente l’imputato, contestandogli numerosi passaggi del suo racconto. L’indagato ha mostrato imbarazzo, titubanze  e incertezze. «Per due anni ha avuto modo di ricostruire quanto avvenuto – ha reagito la pm – e adesso viene qui con tutti questi ‘non ricordo bene’. Non è possibile né accettabile». Claudio Gulisano ha subìto le domande del pubblico ministero, senza riuscire a dare risposte soddisfacenti. «Perché questa pantomima – ha chiesto il pm a Gulisano -, perché? Glielo dico io: non ha voluto fare sapere subito di aver trovato i suoi genitori morti perché li ha uccisi lei».  L’udienza è poi proseguita con l’audizione di alcuni testi della difesa. Il dibattimento proseguirà il 7 ottobre con altre testimonianze.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Fisco

Bollo auto e moto abolito: esenzione per 14,5 milioni di veicoli, cosa cambia

Le nostre iniziative