La giovane dottoressa morta sul lavoro, premio alla memoria – Chi era Maddalena Carta
Medico di base, scomparsa a 38 anni nel settembre 2025, ricordata per dedizione e coraggio. Il riconoscimento sarà ritirato dal fratello a Cagliari
Dorgali Nuovo riconoscimento alla memoria per Maddalena Carta, medico di medicina generale a Dorgali, scomparsa prematuramente a 38 anni nel settembre 2025. Le è stato riconosciuto, “alla memoria”, il premio Mario Boni. Con una motivazione precisa: «Per aver incarnato, fino all'ultimo istante, lo spirito più autentico della medicina generale, dimostrando merito, coraggio e dedizione estrema ai propri pazienti».
In occasione del congresso Fimmg, la Federazione italiana medici di medicina generale, è stato lanciato un appello al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, affinché venga riconosciuta alla dottoressa Carta l’onorificenza al merito della Repubblica.
La sindaca
Il premio rappresenta un riconoscimento alla solidarietà e alla dedizione femminile nel campo della sanità sarda. A Cagliari, a ritirare il riconoscimento sarà il fratello di Maddalena, Gianmaria Carta. Ci sarà anche la sindaca di Dorgali Angela Testone: «Noi dell’amministrazione comunale di Dorgali ci saremo. Sarà un bellissimo riconoscimento che va alla nostra Maddalena Carta, perché lo merita totalmente. Un giusto riconoscimento del lavoro, della dedizione, del tratto di gentilezza e umanità che Maddalena aveva nel suo lavoro».
La commozione
«Da poco – commenta con orgoglio e un filo di voce per la commozione, Angelo Carta , il papà della dottoressa Maddalena – siamo stati a Firenze dove abbiamo ritirato un riconoscimento, e sempre a Firenze hanno istituito il premio nazionale intestato a lei “Premio Maddalena Carta” dall’associazione Medici italiani. Altro riconoscimento da poco, a Bari. Non possiamo che essere contenti di questi riconoscimenti ma purtroppo non ci ridanno nostra figlia. Sono riconoscimenti a livello nazionali e Maddalena li merita perché è morta sul lavoro. Naturalmente ci ricordano sempre che Maddalena ci manca. Non abbiamo dimenticato nulla di lei, a casa vengono ancora persone in visita, a volte, dispiace dirlo, creando qualche problema, perché abbiamo un negozio che va seguito. Per lei questo ed altro».
Il ritratto
Per papà Angelo Carta, la figlia Maddalena era bravissima e generosa con tutti. «Quando era a Cagliari per studiare – ricorda – andavo spesso per darle una mano nella ricerca degli alloggi e non solo . Quando lavorava l’accompagnavo spesso per andare a ritirare farmaci. Ero sempre a sua disposizione come il fratello Gianmaria. Nel suo lavoro tornava a casa sempre più tardi. Io e mia moglie eravamo molto in pensiero, quando arrivava mezzanotte, eravamo sempre in attesa. Gianmaria nella sua camera, io nella nostra e mia moglie Lina in soggiorno ad aspettare che rientrasse. Ci mettevamo il cuore in pace solo quando sentivamo aprirsi il cancello. Saliva a casa per mangiare qualcosa e cominciava a parlare con la mamma. Non si lamentava, ma ad essere preoccupati eravamo noi perché era troppo. Ritornava a casa anche all’una, le due, quando doveva fare i certificati da spedire ai pazienti. Noi eravamo preoccupati, non lei, che quando aveva un attimo di tempo dava una mano anche alla mamma in casa». E del tema sanità, dice papà Angelo, la sua Maddalena «si lamentava poco – dice –. C’erano problemi ma faceva tutto senza batter ciglio. La sua era vita molto travagliata. Assisteva la gente con molto piacere. Era contenta quando riusciva a fare tutto e quando tornava a casa e c’era qualche malumore visitava anche noi. Senza orari ma non si lamentava. Nei giorni prima della sua scomparsa aveva un po’ di malessere: aveva fatto una puntura di un certo farmaco che sembrava avergli fatto bene. Quel giorno le abbiamo detto che se non si sentiva non doveva andare in ambulatorio. Ma non se ne parlava».
La morte
Papà Angelo lo ricorda: «È morta sul lavoro – dice – Si era sentita male in ambulatorio, dopo l’ultimo paziente: aveva chiamato Gianmaria che aveva chiamato la dottoressa Loi in pensione. Le ha messo una flebo. Sono andato anch’io ma niente faceva pensare al peggio. È stata accompagnata all’ospedale di Nuoro da dove avevano assicurato che il cuore era a posto. Mezzora dopo ci ha chiamato il primario: che il cuore era fermo e dovevano accompagnarla d’urgenza in elicottero a Cagliari. L’indomani è morta». (nino muggianu)
