Bloccati sotto le bombe a Dubai, i primi sardi rientrano dalla guerra: «Abbiamo avuto paura di morire» – VIDEO
Per diversi giorni sono rimasti sulla nave da crociera Msc Euribia ferma al porto
Cagliari Sei notti bloccati sulla nave da crociera a Dubai. Mentre l'Iran provava a lanciare missili e droni sui palazzi simbolo della città e sul consolato americano. Ora sono in salvo: una decina i crocieristi sardi sono tornati oggi dagli Emirati Arabi , scappati dalla guerra dopo una vacanza da sogno. Ad accoglierli all'aeroporto parenti e amici. Anche con qualche lacrima di liberazione per lo scampato pericolo e per un incubo che diventava sempre più brutto uomo mano chi ì giorni passavano.
«Anche stamattina un'odissea – ha detto Giovanni Melis , cagliaritano, uno dei croceristi che in questi giorni, dalla Msc Euribia ha raccontato la guerra vista dal ponte di una nave anche attraverso video che hanno fatto il giro d'Italia – siamo scesi dalla nave, siamo andati in aeroporto. Ma c'era sempre qualche disguido che rimandava la partenza».
La svolta oggi 6 marzo a metà mattina: il gruppo dei sardi, circa quindici, dodici di Cagliari , tre di Carbonia , sono riusciti a salire sull'aereo. E partire da Dubai. Sei ore di volo per Fiumicino, poi finalmente Cagliari. «L'Iran era davanti a noi - ha raccontato Melis - vedevamo le navi ferme. Ma soprattutto sentivamo di essere in mezzo alla guerra. Esplosioni, luci: un'esperienza che raccontiamo, ma che non avremmo mai voluto vivere. E una partenza da Dubai che sembrava non arrivare mai: man mano che passavano i giorni eravamo sempre più tesi».
Dello scoppio della guerra l'hanno saputo da un tassista: «Ci ha detto che la zona dove eravamo stati la mattina (Palma) era stata bombardata. Poi abbiamo iniziato a capire che era tutto vero: avremmo dovuto raggiungere Doha, tappa finale della nostra vacanza. E invece ci hanno detto che il ritorno era stato rinviato. Rinvio dopo rinvio avevamo paura di non potercene più andare via». E invece stasera Cagliari. E finalmente una notte senza guerra.
