La Nuova Sardegna

Nuoro

Il reportage

Nuoro, case popolari nuove ma già piene di muffa e infiltrazioni: protestano 11 famiglie

di Alessandro Mele

	Via Su Pinu (servizio fotografico di Massimo Locci)
Via Su Pinu (servizio fotografico di Massimo Locci)

Il racconto dei cittadini assegnatari degli alloggi di edilizia residenziale pubblica di via Su Pinu

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Nuoro «Infiltrazioni d’acqua, difetti di impermeabilizzazione, distacchi di intonaco, tubature e contatori a cielo aperto, allagamenti continui, balconi inutilizzabili perché pieni di terra e piante, criticità riguardanti pavimentazioni e infissi pericolosi e, in alcuni casi, inutilizzabili». Un lungo elenco, neanche del tutto esaustivo, che non è altro che la fotografia della vergogna cittadina che si consuma negli appartamenti di edilizia residenziale pubblica di via Su Pinu, al confine con le aree di Sa ’e Sulis e Preda ’e Istrada.

«Case che sarebbero dovute essere nuove ma che sono già completamente da rifare», denunciano le 11 famiglie assegnatarie degli alloggi che contro il Comune hanno deciso di intraprendere una vera e propria crociata. «L’ufficio Patrimonio del municipio ci ha consegnato le chiavi lo scorso 30 dicembre – raccontano Luisa Giacu, Anna Maria Tolu, Sara Zucca, Manuela Pinna, Maria Pisano e Sebastiana Pinna, in rappresentanza di quello che ha tutti gli aspetti di un agguerrito esercito popolare –, ma gli appartamenti non erano pronti ad accogliere le persone. Qua vivono tanti anziani e persone affette da disabilità anche gravi e non funziona neanche l’ascensore».

Le case versano in condizioni disastrose e a farla da padrone sono l’odore di muffa e le macchie causate dall’umidità. «Per questo abbiamo deciso di non procedere al trasferimento – aggiungono –, stiamo vivendo ancora nei vecchi appartamenti, anche quelli pericolosi; e non pagheremo i nuovi canoni di locazione. Somme che ci sono state aumentate anche fino al 257 percento. Il Comune riassegni subito i lavori di riqualificazione, altrimenti non ci sposteremo e continueremo a pagare solo gli affitti dei vecchi alloggi».

E pensare che quello di via Su Pinu, quando partì il progetto nel 2015, era un vero e proprio sogno di riqualificazione urbana. I lavori cominciati tre anni fa hanno però restituito una condizione di pericolo e degrado urbano. «Abbiamo paura – aggiungono le rappresentanti delle 11 famiglie –, a causa della recente ondata di maltempo i vigili del fuoco sono dovuti intervenire già due volte con l’autoscala. Infatti non è stata realizzata neanche una botola utile a raggiungere il tetto dove i distaccamenti delle grondaie si verificano ormai in continuazione». Ma i residenti di via Su Pinu sollevano anche questioni legate ai pericoli per la salute: «In ogni stanza i termosifoni hanno massimo quattro elementi ciascuno – denunciano –. Troppo pochi, la temperatura nelle stanze non supera mai i 17 gradi. Qui c’è gente che sta male da anni e che rischia un peggioramento progressivo delle proprie condizioni».

E ancora: «C’è anche una questione di sicurezza, molte bombole e caldaie danno verso la strada – spiegano –, qualche malintenzionato potrebbe rubarle o fare danni. Siamo tutti esasperati. Molti lavori di adeguamento li stiamo facendo a nostre spese». E il Comune? «Dopo alcune riunioni interlocutorie con l’amministrazione, abbiamo iniziato a non ricevere più risposte ne dal sindaco Emiliano Fenu, ne dagli uffici comunali competenti – denunciano ancora i residenti –. Ci cercano solo per sollecitare il pagamento dei canoni di locazione, ma ovviamente continueremo a non farlo. Prima vengano a vedere in quali condizioni siamo costretti a vivere. Altrimenti qualcuno di noi potrebbe anche pensare di spostare la residenza in altri Comuni».

La politica Il caso di via Su Pinu è già approdato sui banchi del consiglio comunale grazie all’interrogazione dei consiglieri di minoranza Francesca De Ambrosis, Ivan Pinna e Maura Chessa. Non appena la pratica verrà calendarizzata, la discussione si farà bollente «e in aula ci saremo anche noi – annunciano le 11 famiglie – per chiedere ancora una volta un intervento concreto e a stretto giro».

«Il settore Patrimonio prende in carico immobili solo una volta che questi vengono certificati dai Lavori pubblici – dice l’assessore comunale al Patrimonio, Marco Canu –. Noi, infatti, ci siamo solo attenuti a quello che era un lavoro di verifica dei requisiti dopo l’avvenuta consegna da parte dell’impresa». E prosegue: «Sull’aumento dei canoni – precisa Canu – questi sono stati rideterminati rispetto a parametri stabiliti dalle norme vigenti e considerato che si tratta di immobili terminati solo lo scorso anno. Ma come confermato anche dagli stessi residenti, i nuovi canoni non entrano ancora nelle casse dell’ente». «L’impresa esecutrice dei lavori, su impulso del Comune – aggiunge l’assessora ai Lavori pubblici, Giulia Corda –, sta intervenendo per risolvere i vizi occulti manifestatisi dopo la recente ondata di maltempo straordinaria. Per il resto, abbiamo rispettato i requisiti di costruzione previsti dalla legge».

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