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Nuoro

L’anniversario

Dina Dore, 18 anni dopo il delitto, il post della sorella Graziella: «La ferita è ancora aperta. Non ti dimentichiamo»

Dina Dore, 18 anni dopo il delitto, il post della sorella Graziella: «La ferita è ancora aperta. Non ti dimentichiamo»

Il messaggio sui social ricorda uno dei fatti di più drammatici della recente cronaca sarda avvenuto a Gavoi nel 2008

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Gavoi A diciotto anni dall’uccisione di Dina Dore, il ricordo resta vivo. A riportarlo al centro è il messaggio pubblicato sui social dalla sorella Graziella Dore, che ha voluto ricordare la 37enne uccisa il 26 marzo 2008 a Gavoi.

«Sono passati 18 anni da quel giorno maledetto. La ferita è ancora aperta e ultimamente sanguina un po’ di più. Nonostante lo scorrere del tempo non ti dimentichiamo. Qui non dimentica nessuno», ha scritto.

Parole che riportano alla memoria uno dei casi più drammatici della recente cronaca sarda, un femminicidio pianificato e a lungo accompagnato da tentativi di depistaggio. La sera del delitto Dina Dore venne aggredita nel garage della sua abitazione, immobilizzata con nastro adesivo fino a non poter più respirare e poi chiusa nel bagagliaio dell’auto. All’interno del veicolo, nel seggiolino, c’era la figlia di appena otto mesi.

In un primo momento si parlò di sequestro, una pista che orientò le indagini nelle ore successive, anche a causa di una lettera anonima fatta trovare sull’auto. Col tempo, però, quella ricostruzione si rivelò falsa.

La svolta arrivò anni dopo, nel 2013, quando emerse la confessione dell’esecutore materiale, che portò a ricostruire il delitto come un omicidio su commissione. Secondo le sentenze, il mandante fu il marito della vittima, condannato in via definitiva all’ergastolo nel 2019.

A distanza di quasi due decenni, il ricordo resta affidato anche alle parole dei familiari. Un dolore che non si è mai chiuso e che continua a segnare una comunità intera.

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