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La storia

Un secolo di caffè e umanità: il Central bar di Orosei compie cento anni

di Nino Muggianu
Un secolo di caffè e umanità: il Central bar di Orosei compie cento anni

Da tappa base per i carri a buoi a prezioso punto di riferimento nel cuore del paese e per la Baronia

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Orosei Il bar storico di Orosei celebra il suo primo secolo di vita. Una volta era conosciuto come “su zilleri de tziu Michelli”: tappa obbligatoria anche per i carri trainati dai buoi carichi dei prodotti da orto da vendere nei centri limitrofi. Oggi, invece, è da tutti chiamato Central Bar, e si trova proprio nel cuore del centro della Bassa Baronia. Titolari sono Anna Maria e Pina Rita Solinas, le attuali titolari, conservano bene la memoria e la storia del locale. Partendo dal 23 marzo del 1926, quando Michele Carta apriva le porte di quello che sarebbe diventato il Central Bar. «In realtà – precisano le sorelle Solinas – dai documenti, risulta che l’attività ebbe inizio qualche anno prima, con la somministrazione di vini durante la novena della Madonna del Rimedio». Il bar, oggi come allora, è incastonato nella scenografica piazza del Popolo. A dominare dall’alto la piazza c’è la chiesa parrocchiale di San Giacomo Apostolo, mentre sul lato opposto sorgono la chiesa del Rosario e quella delle Anime. Ed è proprio lì, in mezzo a questo teatro di pietra e storia, che il Central Bar ha attraversato il tempo. Intorno ai primi anni ’70 subentra il figlio di Michele Carta, Vittorio, con la collaborazione della sorella Maria e in seguito anche della sorella Antonietta.

Nel 2012 il testimone passa alle figlie di Maria, Anna Maria e Pina Rita, attuali titolari che portano avanti l’impresa familiare aiutate dalla nuova generazione: Simone, Daniele e Lorenzo. Ragazzi che con lo sguardo proteso al futuro danno una ventata di novità al locale. Nel tempo il bar ha visto passare generazioni intere, ha ascoltato discorsi sussurrati all’alba e risate rumorose nelle sere d’estate, ha visto brindare alla partenza, al ritorno, agli amori che iniziavano e a quelli che finivano. Il Central Bar è stato il primo caffè della giornata per qualcuno, l’ultimo bicchiere della notte per qualcun altro. Fuori il mondo cambiava ma sotto lo sguardo silenzioso della piazza, il tempo sembrava muoversi più lentamente. Le sedie cambiavano, i volti cambiavano, le generazioni si susseguivano. Eppure qualcosa restava sempre uguale: la porta che si apre. Il rumore dei bicchieri. Una voce che dice: «Ci vediamo da Tziu Michelli ... da Vittorio ... al Central!”

Perché in fondo il Central Bar non è mai stato solo un bar. È stato un punto d’incontro. Un’abitudine. Un pezzo di vita di Orosei. E oggi, a distanza di cento anni, quella stessa porta è ancora aperta. Cambiano le generazioni ma la famiglia è sempre la stessa. Non per guardare indietro. Ma per continuare la storia. 

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