“Il Lavitola di Ottana”, sul muro del cimitero la scritta contro il sindaco sospeso Franco Saba
L’episodio all’alba dell’udienza del Tar che avrebbe dovuto decidere sulla legittimità degli atti di nomina della giunta e del vicesindaco
Ottana Il sindaco sospeso Franco Saba, attualmente agli arresti domiciliari a pochi chilometri dal suo paese con l’accusa di tentata concussione in concorso, è stato il destinatario, lo scorso 31 agosto 2026, di alcune scritte diffamatorie apparse sul muro di cinta del cimitero comunale. “Il Lavitola di Ottana” (Valter Lavitola è ritenuto il mandante dell’attentato dinamitardo ai danni del giornalista e conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, ndr) ed altre accuse, non sono nient’altro che il secondo capitolo di un fatto che già in passato aveva riguardato Franco Saba che, sullo stesso muraglione, era stato destinatario anche di minacce di morte.
Le scritte ingiuriose sono arrivate all’alba dell’udienza del Tar che ieri, 2 settembre 2026, avrebbe dovuto decidere sulla legittimità degli atti di nomina della giunta e del vicesindaco adottati da Saba nonostante fosse ai domiciliari e a un’ora dalla sua rielezione a sindaco. La decisione è stata però rinviata al prossimo 13 ottobre, otto giorni prima dell’udienza per il giudizio immediato fissata dal tribunale di Nuoro.
Il ministero dell’Interno aveva impugnato gli atti con i quali Saba aveva nominato giunta e vicesindaco e gli atti di insediamento dello stesso consiglio comunale. Ma i giudici del Tar si sono riservati di decidere dopo aver ascoltato le tesi dell’avvocatura di Stato sul ricorso presentato tramite la prefettura e quelle della difesa dell’assessore comunale Marcello Corda, rappresentato dagli avvocati Claudio Contu e Antonello Rossi. Franco Saba, invece, non si è costituito.
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