Benzina sempre più cara: 2,124 euro al litro, mai così alta dal 2022. Sale anche il gas
Il governo prepara una nuova proroga del taglio sul gasolio oltre il 5 settembre mentre studia aiuti più selettivi
Roma Un’altra breve proroga dello sconto sul diesel, prima di passare a sostegni più selettivi. È la strada che il governo si prepara a seguire per fronteggiare il nuovo aumento dei carburanti. La riduzione di 17 centesimi al litro, considerando anche l’Iva, scade il 5 settembre e dovrebbe essere prolungata ancora per alcuni giorni, mentre l’esecutivo lavora a un sistema di aiuti destinato alle categorie maggiormente esposte ai rincari.
La pressione sui prezzi, intanto, non diminuisce. Oggi, giovedì 3 settembre la benzina ha raggiunto una media di 2,124 euro al litro, il livello più alto dall’8 luglio 2022. Ancora più pesante sarebbe il prezzo del gasolio senza l’intervento fiscale: eliminando lo sconto attualmente in vigore, la media nazionale arriverebbe a circa 2,316 euro al litro, superando il precedente massimo di 2,229 euro registrato il 17 marzo 2022.
La riduzione applicata al diesel è di 14 centesimi sull’accisa, che diventano circa 17 centesimi considerando l’effetto dell’Iva. Per la nuova estensione il governo dovrebbe ricorrere ancora al meccanismo delle accise mobili, attraverso un decreto interministeriale dei ministri dell’Economia Giancarlo Giorgetti e dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin. Le risorse potrebbero arrivare dal maggiore gettito Iva generato in agosto dall’aumento dei prezzi energetici.
Si tratterebbe però di un intervento temporaneo. Per la fase successiva il governo sta valutando misure legate maggiormente al reddito e alle condizioni dei beneficiari. Tra le ipotesi ci sono un sostegno in busta paga per i lavoratori dipendenti e un credito collegato alla social card. Il vicepremier Matteo Salvini ha chiesto di comprendere nelle tutele anche autonomi e partite Iva e alcune categorie particolarmente dipendenti dai carburanti, come autotrasportatori, agricoltori, pescatori e agenti di commercio.
Il nodo principale resta quello delle coperture. I diversi interventi adottati negli ultimi mesi per contenere il caro carburanti sono costati, secondo le stime, circa 2,5 miliardi di euro.
Alla corsa di benzina e diesel si aggiungono le tensioni sul mercato del gas. Il 2 settembre il Ttf di Amsterdam ha superato i 75 euro al megawattora, raggiungendo i livelli più alti dall’inizio del 2023, anche per le conseguenze della crisi nello Stretto di Hormuz. Nella mattina del 3 settembre le quotazioni sono tornate sotto i 73 euro, ma rimangono elevate in vista della stagione invernale.
Gli effetti sono già visibili sulle bollette. Arera ha comunicato per agosto un aumento del 6,9% rispetto a luglio per i circa 2,3 milioni di clienti inseriti nel Servizio di tutela della vulnerabilità. La sola componente relativa alla materia prima è salita da 56,68 a 64,15 euro al megawattora.
Resta sotto osservazione anche il livello delle scorte europee, attorno al 65%. A luglio il Gas Coordination Group dell’Unione europea aveva indicato nell’80% un livello sufficiente per affrontare il prossimo inverno. L’andamento dei mercati energetici delle ultime settimane rende però più costoso il percorso verso il riempimento degli stoccaggi.
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