Nuoro La Provincia scende in campo contro l’invasione dei cinghiali con l’attuazione di un maxi piano che interverrà in circa 100mila ettari di territorio suddivisi in cinque aree considerate prioritarie. Le prime attività sono previste a partire dal mese di novembre, una volta definita la programmazione dei singoli interventi e completato il coordinamento con i Comuni, il Corpo forestale e gli altri soggetti istituzionali coinvolti. Tra i territori nei quali la Provincia intende avviare i primi interventi rientra anche il monte Ortobene, compreso nell’area individuata dal Piano per quanto riguarda il Comune capoluogo. Alla base del Piano ci sono criticità che negli anni hanno assunto dimensioni significative, sia sul fronte delle produzioni agricole sia su quello della sicurezza stradale. Nel quinquennio 2016-2020 sono state presentate alla Provincia 258 domande per danni alle produzioni agricole, 195 delle quali accolte, per un importo complessivo di 306.462,60 euro.
Per la definizione degli obiettivi è stato assunto come riferimento il dato del 2022, quando gli indennizzi hanno raggiunto 96.149,40 euro. Sul fronte della sicurezza stradale, il parametro utilizzato è invece quello del 2021, con 168 incidenti. Nelle aree classificate a rischio medio e alto il Piano fissa quindi un obiettivo preciso: ridurre del 40 percento l’importo dei danni indennizzati e del 40 percento il numero degli incidenti, con un orizzonte temporale di cinque anni. Nelle aree considerate a rischio basso è invece previsto il monitoraggio della specie, dei danni e dell’incidentalità, con la possibilità di individuare successivamente ulteriori territori nei quali intervenire.
Come detto, le attività si concentreranno inizialmente in cinque aree prioritarie, individuate sulla base dei dati disponibili sui danni, sugli incidenti e sulla presenza degli istituti di protezione faunistica. La prima comprende il territorio di Nuoro, per circa 18mila ettari, dove il Piano richiama tra gli elementi di maggiore criticità i numerosi incidenti stradali, i danni alle colture, la vicinanza ad aree urbane densamente popolate e la presenza dell’oasi di protezione faunistica. Le altre aree interessano sono quelle di Lula, Loculi e Irgoli per circa 26 mila ettari, Onifa i e Galtellì per circa 10mila, Bolotana e Lei per circa 12mila e Bitti e Lodè per circa 32 mila. Gli areali individuati coprono circa 100mila ettari. Il Piano non prevede un’attività generalizzata di abbattimento, ma un sistema programmato di gestione, monitoraggio e controllo della popolazione di cinghiale, con interventi modulati sulle caratteristiche delle singole aree e dell’effettiva incidenza del fenomeno. Tra le modalità previste rientrano gli abbattimenti selettivi da punti di sparo e i sistemi di cattura attraverso gabbie o chiusini, nel rispetto delle prescrizioni ambientali e delle condizioni previste per le aree sottoposte a tutela. Le attività saranno coordinate dalla Provincia e affidate a soggetti autorizzati. Un ruolo operativo centrale sarà svolto dai coadiutori, specificamente formati e abilitati attraverso corsi organizzati dalla Provincia sulla base di programmi approvati dall’Ispra e con verifica finale delle competenze. L’attività dei coadiutori è volontaria e gratuita e si svolgerà sotto il coordinamento e la supervisione dell’ente. Gli interventi programmati saranno effettuati sotto sorveglianza veterinaria, secondo i protocolli definiti dall’Asl competente per il prelievo dei campioni biologici, la gestione dei capi abbattuti e gli adempimenti sanitari previsti.
Un aspetto distinto riguarda la presenza dei cinghiali all’interno dei centri abitati. Qui gli interventi seguono infatti un diverso quadro di competenze e richiedono i provvedimenti dell’autorità comunale competente. Il piano provinciale riguarda invece le aree individuate dagli atti di programmazione e viene attuato secondo le modalità stabilite e dal relativo disciplinare. Essenziale il raccordo con i Comuni, soprattutto per la definizione delle misure di sicurezza e per la gestione temporanea delle aree. Sono già state avviate le procedure per l’acquisizione delle dotazioni e dei materiali necessari agli interventi e sono in corso la programmazione delle prime attività, l’organizzazione delle squadre e il raccordo con gli enti coinvolti. Particolare attenzione sarà riservata alla sicurezza degli operatori e dei cittadini. Le aree interessate saranno preventivamente individuate e segnalate attraverso la cartellonistica e le operazioni saranno precedute dalle relative ordinanze comunali. L’attuazione del Piano non si esaurirà nelle singole operazioni. È previsto infatti un sistema continuativo di monitoraggio dei risultati, attraverso l’analisi dei dati. Il decreto regionale stabilisce che la Provincia trasmetta all’assessorato all’Ambiente il cronoprogramma e le modalità di attuazione e, entro il 31 gennaio di ogni anno, una relazione sulle attività svolte. L’obiettivo è superare una gestione episodica delle criticità.