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Sassari, erborista a giudizio per violenza su una tirocinante: «Il tuo corpo vuole essere toccato»

Sassari, erborista a giudizio per violenza su una tirocinante: «Il tuo corpo vuole essere toccato»

L’uomo si era offerto di farle un test per leggere la sua energia

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Sassari Era andata in quella erboristeria per conoscere i segreti delle piante, il loro potere benefico. Aveva tutto l’entusiasmo tipico di una giovane tirocinante. Si è invece ritrovata a vivere un incubo: prima è stata sottoposta a un fantomatico test per “leggere” l’energia del corpo, poi si è sentita rivolgere frasi di natura sessuale esplicita ed è stata costretta a subire palpeggiamenti e contatti fisici. «Sai cosa ho chiesto? Ho chiesto se ti piacesse essere toccata e il tuo corpo mi ha risposto di sì». E ancora: «Ho chiesto al tuo corpo se voleva che smettessi e mi ha risposto di no». Sono queste alcune delle parole che il titolare di un’erboristeria dell’hinterland di Sassari avrebbe rivolto a una giovane studentessa di naturopatia alla sua seconda giornata di tirocinio, mentre le toccava il seno durante quello che le era stato presentato come un “test” per verificare l’attività energetica del corpo. Sotto choc, la ragazza aveva deciso di presentare una denuncia che è poi sfociata in un procedimento per violenza sessuale. Due giorni fa il gup Sergio De Luca ha rinviato a giudizio l’imputato (difeso dall’avvocato Pietro Piras), ritenendo che gli elementi raccolti durante le indagini siano sufficienti a sostenere l’accusa nel processo. Sarà il Tribunale, in composizione collegiale e presieduto dal giudice Monia Adami, a stabilire nel contraddittorio tra le parti se le accuse siano fondate. La prima udienza è fissata per il 19 novembre.

La vicenda risale a gennaio 2025. La studentessa di naturopatia si era presentata nell’erboristeria per il tirocinio formativo. Secondo la ricostruzione contenuta nel capo di imputazione, l’uomo avrebbe “approfittato della propria posizione di titolare dell’attività” e, attraverso “la repentinità dell’azione”, avrebbe costretto la giovane a subire atti sessuali. La contestazione del sostituto procuratore Elisa Succu descrive una sequenza che sarebbe iniziata con espressioni a sfondo sessuale e un linguaggio definito “ inappropriato e allusivo”. Successivamente, l’uomo si sarebbe offerto di effettuare sulla tirocinante un test per verificare l’attività energetica corporea. Ed è allora che, secondo l’accusa, sarebbero avvenuti i contatti fisici contestati. La ragazza – che non aveva dato il proprio consenso – era rimasta “ paralizzata” per quanto stava accadendo. Il titolare le avrebbe palpato più volte il seno, prima sfiorandolo e poi con maggiore veemenza, accompagnando i gesti con un’altra frase: «Vedi, a te non piace essere toccata così (cioè sfiorata) ma ti piace essere toccata così (quindi forte)». La scena, secondo quanto riportato nel capo di imputazione, sarebbe stata interrotta dall’ingresso di due clienti nell’erboristeria. Qualche minuto dopo, però, il titolare avrebbe richiamato la giovane davanti a lui e, osservandone la posizione, avrebbe fatto un ulteriore commento sulla sua postura. La ragazza, non tenendo le gambe accavallate ma parallele, sarebbe stata indicata come esempio di una donna “pronta a ricevere”. Secondo l’imputazione, l’uomo avrebbe infatti detto: «Le donne che tengono le gambe accavallate e hanno una postura chiusa non sono pronte a ricevere», per poi aggiungere – riferendosi a lei – «mentre tu sei pronta ad accogliere». Dopo quell'episodio, secondo la documentazione prodotta dalla parte civile rappresentata dall’avvocato Pina Zappetto, la studentessa avrebbe interrotto il tirocinio e progressivamente maturato un rifiuto verso l’ambito della naturopatia, al quale si era avvicinata con particolare interesse e nel quale aveva intrapreso un percorso formativo specialistico.

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