La ministra Bernini a Sos Enattos per Einstein telescope: «Rafforziamo la candidatura congiunta tra Sardegna e Sassonia»
All’incontro anche la presidente della Regione, Alessandra Todde e il ministro sassone della Scienza, Sebastian Gemkow
Lula La seconda visita della ministra per l’Università e la ricerca, Anna Maria Bernini, nelle miniere di Sos Enattos, ha segnato un altro passo in avanti verso la scelta del sito di Lula come sede di una fetta di Einstein telescope. Un nuovo endorsement del Governo, quello di oggi 3 novembre 2026, che rafforza la candidatura congiunta di Sardegna e Sassonia, che prevede la costruzione di due interferometri nei rispettivi territori secondo una configurazione a “doppia L” oggi avvallata anche da tutta la comunità scientifica europea.
A sottolineare la volontà di ottenere un successo condiviso, è stata anche la presenza a Sos Enattos del ministro della Scienza dello Stato libero di Sassonia, Sebastian Gemkow e della presidente della Regione, Alessandra Todde. «Sono molto contenta che il ministro Gemkow abbia accolto il mio invito a visitare Sos Enattos – ha affermato la ministra Anna Maria Bernini –, il sito che l’Italia considera la migliore opzione per ospitare Einstein telescope, anche in una prospettiva di configurazione a doppia L, ritenuta preferibile anche dalla comunità scientifica».
La candidatura congiunta di Sardegna e Sassonia ad ospitare il maxi osservatorio di onde gravitazionali, infatti, si fonda sulle competenze scientifiche e sulle caratteristiche geologiche dei due territori, che offrono condizioni simili e particolarmente favorevoli per la realizzazione dell’Einstein telescope. A rafforzare la proposta contribuiscono anche le conclusioni del recente Geometry comparison report, lo studio realizzato da oltre 200 esperti per confrontare le possibili configurazioni dell’infrastruttura e fornire elementi tecnici utili al Comitato dei rappresentanti governativi di Et.
Il rapporto evidenzia, infatti, i vantaggi della soluzione a “doppia L” rispetto alla configurazione triangolare, in termini di opportunità scientifiche, minori costi della strumentazione e gestione del progetto. «Questo risultato conferma la validità della candidatura congiunta presentata dalla Sassonia e dalla regione italiana della Sardegna – ha aggiunto il ministro della Scienza dello Stato libero di Sassonia, Sebastian Gemkow –, che si basa proprio su questo approccio. La realizzazione di parti dell’Einstein telescope sia nella regione della Lusazia, in Sassonia, sia in Sardegna rafforza ulteriormente la dimensione transfrontaliera di questo progetto unico nel suo genere, nel pieno spirito dell’ideale europeo».
Grande soddisfazione anche per la presidente della Regione, Alessandra Todde. «La Regione ha dimostrato, insieme alla ministra Bernini e al Governo, che quando si fa lavoro di squadra i risultati arrivano – ha affermato –. Abbiamo dimostrato che, lavorando insieme e portando avanti questa candidatura, promuovendo la Regione e promuovendo il territorio, i risultati si possono raggiungere. Questo è un progetto della Sardegna insieme alla Sassonia, è un progetto europeo. È un’opportunità unica per noi».
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