“Monumenti aperti” torna a Nuoro dopo 11 anni. «Così valorizziamo la nostra cultura»
Un fine settimana alla scoperta di quattordici siti, tra case storiche, piazze e musei
Nuoro A 11 anni di distanza dall’ultima partecipazione ritorna in città l’evento Monumenti aperti. Due giorni di proposta dei luoghi culturali, da sabato 7 a domenica 8 novembre. Si potranno visitare 14 siti, tra case storiche, musei e monumenti. L’Isre (Istituto regionale etnografico) mostrerà per l’occasione le sale del Museo del costume e la casa Deledda. La cui visita sarà anche l’occasione per un approfondimento della figura della scrittrice, nell’anno in cui la città celebra il centenario della conquista del premio Nobel per la letteratura. Tra gli spazi deleddiani nel programma anche la chiesa della Solitudine, che custodisce le spoglie dell’autrice di “Canne al vento”. Mentre il ricordo del giurista Salvatore Satta avrà come momento di omaggio la tappa nella piazza che il Comune gli ha dedicato qualche lustro fa, nel quartiere di San Pietro. Tra le chiese, visite guidate anche alla cattedrale, San Carlo e al vecchio santuario delle Grazie, nel quartiere di Seuna, che fu spazio vitale dei contadini nuoresi. Gli altri luoghi di Monumenti aperti sono i musei Man e archeologico. Insieme a piazza Sebastiano Satta. Oltre il perimetro urbano la visita alla statua del Redentore, per approfondire profilo estetico e storia di un monumento diventato l’emblema del capoluogo barbaricino. Non lontano il tempietto di Valverde. Della progenitrice nuragica si potranno vedere i siti di Noddule e Tanca Manna.
La manifestazione è promossa dal Comune, nell’ambito del programma nazionale voluto dall’associazione Imago mundi odv, a partire dal 2008. La due giorni nuorese è stata illustrata questa mattina, martedì 3 novembre 2026, in municipio. Presenti il sindaco Emiliano Fenu e l’assessora della Cultura, Natascia Demurtas. Per la presentazione a Nuoro anche il responsabile di Imago mundi, Massimiliano Messina, che ha dichiarato: «Era una scommessa, Monumenti aperti, che possiamo considerare ampiamente vinta. La scintilla, nel 1997, qui in Sardegna, a Cagliari – ha ricordato Messina – dopodiché l’evoluzione, sempre più convinta, a livello regionale e nazionale». Le ragioni e le aspettative della città nelle considerazioni del sindaco, Fenu: «Aprire questi luoghi alla comunità e ai visitatori significa rafforzare il senso di appartenenza, promuovere la conoscenza della nostra storia e condividere il patrimonio culturale». Sulla linea del primo cittadino il commento dell’assessora Demurtas: «Monumenti aperti è molto di più di una manifestazione dedicata alla scoperta dei luoghu della cultura. Esso costituisce – ha aggiunto – un progetto di partecipazione, conoscenza e valorizzazione della nostra identità». Monumenti aperti vedrá impegnate le associazioni. Della partita anche le scuole. Ognuna ha garantito la disponibilitá di diversi volontari. Sarano loro ad accompagnare i nuoresi e i forestieri nella visita ai luoghi di cultura. Un progetto di partecipazione, conoscenza e valorizzazione della nostra identità. Le visite saranno guidate dagli studenti degli Istituti Asproni-Satta, Ciusa, Chironi-Satta Itc 2. Coinvolti anche il consiglio comunale dei ragazzi, l’associazione Nostra Sennora de Balubirde, il comitato Monte Ortobene Ultima spiaggia, l’associazione Noorage Srls e l’Associazione mazziniana. La manifestazione nell’isola può contare sul contributo della Fondazione di Sardegna e il patrocinio della Regione.
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