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La droga e i cellulari da 6 centimetri arrivavano in carcere con il drone – come è stato scoperto il traffico

La droga e i cellulari da 6 centimetri arrivavano in carcere con il drone – come è stato scoperto il traffico

Operazione della Guardia di finanza di Olbia: quattro gli arrestati

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Olbia Restano in carcere le quattro persone arrestate dalla guardia di finanza di Olbia al porto dell’Isola Bianca, con l’accusa di aver tentato di utilizzare un drone professionale per far recapitare all’interno della casa circondariale di Nuchis droga e numerosi telefoni cellulari e sim card. Il gip del tribunale di Tempio Federica Distefano ha convalidato gli arresti e disposto la misura cautelare in carcere per Vanessa Spadaro, 30 anni, di Messina, e per i foggiani Marco D’Avolio, 21 anni,  Mirko Forcelli, 23 anni,  e Luigi Tonti, 30 anni. Sono accusati di associazione per delinquere finalizzata “all’accesso indebito di dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti” e “all’introduzione di droga negli istituti di pena”. Secondo gli investigatori il gruppo avrebbe già operato  in altre carceri nel centro Italia.

L’operazione dei finanzieri del Gruppo di Olbia è scattata durante i controlli di routine sui mezzi e sui passeggeri in arrivo con la nave della Tirrenia proveniente da Civitavecchia. La prima ad essere stata arrestata è stata Vanessa Spadaro. L’atteggiamento nervoso e le risposte evasive sulle ragioni del viaggio date dalla conducente dell’utilitaria appena sbarcata, hanno insospettito i militari che hanno deciso di controllare in maniera più accurata l’auto, con l’ausilio dei cani antidroga Joy e Betty, che da subito sono apparsi particolarmente “attirati” dal mezzo. E, infatti, la perquisizione si è conclusa col ritrovamento di droga, e non solo:  nascosti in un vano del portellone del bagagliaio, c’erano circa 900 grammi di hashisc, 20 grammi di marijuana, una decina di smartphone tra cui alcuni micro telefoni della lunghezza di appena 6 centimetri, svariate sim card e un seghetto per il ferro.

Tutto materiale che, secondo le accuse della Procura di  Tempio, sarebbe dovuto arrivare nel carcere di Nuchis con i sorvoli di un drone professionale, trovato successivamente nell’auto dei tre presunti complici, i tre foggiani, appunto, anche loro sbarcati nel porto di Olbia. Dopo il ritrovamento della droga e dei cellulari, i finanzieri, sotto il coordinamento dell’autorità giudiziaria, hanno infatti intrapreso una serie di accertamenti mirati sugli altri  passeggeri sbarcati alla ricerca di possibili complici. Le indagini svolte, condotte attraverso specifiche tecniche investigative, hanno portato i militari a orientare l’interesse verso i tre giovani foggiani. Le Fiamme gialle hanno, dunque, perquisito anche la loro auto trovando il drone, nascosto nel vano porta ruota di scorta, insieme a circa 3mila euro in contanti, probabilmente  il compenso per l’attività del pilota del drone a pilotaggio remoto.

I quattro sono stati, quindi, arrestati e condotti nel carcere di Bancali a  disposizione del Procuratore della Repubblica di Tempio Pausania, Gregorio Capasso e del sostituto Sara Martino che hanno coordinato le indagini, mentre tutto il materiale rinvenuto  è stato sottoposto a sequestro. «L’azione posta in essere dalle Fiamme Gialle ha consentito di intercettare prontamente e impedire il concretizzarsi di un’attività illecita che avrebbe potuto  consentire ai detenuti di perseguire attività illecite», spiega il comando provinciale della Guardia di finanza. Nell’udienza di convalida degli arresti, i quattro si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Il gip, a scioglimento della riserva, ha disposto la misura cautelare in carcere per tutti.  Gli arrestati sono difesi dagli avvocati Pietro Cherchi (per Marco D’Avolio), Francesca Giuffrè (per Vanessa Spadaro), Ettore Censano (per Mirko Forcelli), e Antonio La Torre (per Luigi Tonti). (t.s.) 

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