Villa di Porto Taverna, dopo le minacce lo scontro in aula. Il sindaco: «Lavori regolari»
Loiri, Francesco Lai risponde alla minoranza
Loiri Porto San Paolo Le premesse per una seduta incandescente c’erano tutte. Dopo giorni di botta e risposta sul giornale, maggioranza e opposizione vanno allo scontro frontale in consiglio comunale scambiandosi accuse varie e richieste di dimissioni. Tutto ruota attorno al caso del maxi cantiere privato per la ricostruzione dell’ex villa Besuch davanti al mare di Porto Taverna e al profilo dell’isola di Tavolara. La minoranza di Loiri Porto San Paolo, con i consiglieri Elio Decandia e Maurizio Zirottu, presenta quindi le sue due interrogazioni: la prima si basa su questioni e valutazioni ambientali e urbanistiche, la seconda sul presunto ruolo di incompatibilità del vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici Andrea Piredda, considerato che è l’impresa della sua famiglia a svolgere i lavori nel cantiere. Risponde due volte il sindaco Francesco Lai: prima ribadisce che a Porto Taverna dal punto di vista urbanistico è tutto a norma di legge, poi riafferma che Piredda ha tutte le carte in regola per restare al suo posto. Ma in chiusura il sindaco Lai accusa anche l’opposizione di aver alzato il livello dello scontro per un motivo che in realtà non c’entra nulla con il cantiere di Porto Taverna: «Per la realizzazione della nuova rotatoria di Vaccileddi è previsto l’esproprio del terreno di un consigliere di minoranza».
Le minacce
Ieri, 5 febbraio, il consiglio comunale si è riunito in un clima non proprio sereno. Su uno dei cartelli appesi all’esterno del cantiere di Porto Taverna, per esempio, nei giorni scorsi sono comparse alcune minacce (scritte a pennarello) rivolte alla società proprietaria di stabili e terreni, la Mapo srl, e ad alcuni professionisti coinvolti. Così il consigliere di minoranza Elio Decandia, prima di andare all’attacco della giunta, ha parlato chiaro: «Sono state scritte cose offensive e gravi. Condanniamo senza se e senza ma questo gesto e confidiamo che i responsabili vengano individuati dalle forze dell’ordine».
La villa
Minacce a parte, il consiglio non ha tardato a trasformarsi in uno scontro aperto. Decandia ha letto la prima interrogazione, per poi essere più volte richiamato dal presidente del consiglio Matteo Mattana per aver aggiunto, nell’esposizione, elementi del tutto nuovi e quindi non inseriti nel documento presentato alla giunta. La minoranza, in ogni caso, ha ricordato la sua posizione: secondo loro il cantiere ricade in un’area tutelata da vincolo paesaggistico e per di più lungo la fascia costiera. Il sindaco Lai, oltre a ribadire che le demolizioni e le ricostruzioni non vanno contro la legge e in particolare contro il piano paesaggistico, ha voluto ricordare il fatto che la Zona B di Porto Taverna è stata prevista dallo stesso Puc che Decandia e Zirottu avevano contribuito a far approvare nelle passate legislature. «Non siamo soddisfatti delle sue risposte, sindaco. Da parte vostra ci aspettavamo almeno un segnale d’apertura», ha replicato Decandia.
Il vicesindaco
La discussione, con toni ancora più accesi, si è quindi spostata sul tema della seconda interrogazione dell’opposizione: il ruolo del vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici Andrea Piredda. Per la minoranza esiste un caso di incompatibilità, perché un articolo del Tuel dice che «i componenti della giunta comunale competenti in materia urbanistica, edilizia e lavori pubblici devono astenersi dall’esercitare attività professionale nell’edilizia privata e pubblica nel territorio comunale da loro stessi amministrato». Maurizio Zirottu ha così chiesto le dimissioni di Piredda: «Chiediamo al sindaco di valutare bene la situazione e consigliamo al vicesindaco di rimettere la delega, per la credibilità sua e anche della nostra collettività». Anche in questo caso ha risposto Francesco Lai. «Non esiste alcuna incompatibilità – ha detto il primo cittadino –. Il vicesindaco lavora, come impresa artigiana, sull’incarico di un soggetto privato. È un incarico che non ha alcun tipo di legame con il Comune e che non interferisce in nessun modo con il ruolo istituzionale. Se la sua impresa avesse svolto un lavoro per il Comune, il suo ruolo sarebbe stato sicuramente incompatibile. Ma così non è. Altrimenti nessuno potrebbe mai svolgere qualsiasi tipo di professione nel proprio territorio comunale e nessuno, di conseguenza, potrebbe mai fare l’amministratore. La legge non vieta attività di tipo artigianale svolte per altri cittadini». E poi ancora: «Sapendo che non esiste un caso di incompatibilità, state comunque provando a gettare fumo negli occhi denigrando i componenti di questa giunta». A chiudere la seduta la risposta di Zirottu: «Nei confronti della minoranza avete un atteggiamento calunnioso e arrogante. Il fatto di presentare una interrogazione non può essere considerato come lesa maestà».
