Pomeriggio di follia a Olbia - la ricostruzione e chi è l’aggressore
In carcere il giovane di origine tunisine che ha ferito con le forbici due persone e ucciso un cane
Olbia Si chiama Marwan Hamrouni e ha 26 anni il giovane che il 10 febbraio ha accoltellato due persone e ucciso un cane. Di origine tunisine e richiedente asilo, si trova ora rinchiuso nel carcere di Nuchis, a disposizione dell’autorità giudiziaria. È accusato di tentato omicidio plurimo e dovrà rispondere anche della morte del cucciolo.
Intanto sta meglio la guardia giurata di 45 anni colpita al collo davanti al supermercato di via Genova. L’uomo era stato trattenuto per alcune ore al pronto soccorso dell’ospedale Giovanni Paolo II: una volta arrivato aveva iniziato a tossire sangue ed era stato sottoposto ad ulteriori accertamenti. È stato poi dimesso.
Definito il “chi”, resta da ricostruire con precisione il percorso compiuto nel pomeriggio di violenza. Hamrouni si è mosso in sella a una mountain bike, attraversando diverse zone della città nel giro di poche ore. Il primo episodio si è verificato in via dei Lidi, all’interno di un centro massaggi. Qui si è scagliato contro una dipendente cinese di 39 anni, colpendola al collo con un paio di forbici. La donna è riuscita a evitare che la lama penetrasse in profondità: soccorsa dal 118, è stata medicata al pronto soccorso e dimessa in serata.
Subito dopo, il 26enne fuori controllo si è diretto tra via Roma e via Regina Elena. In questa zona ha colpito con quattro forbiciate un cane che si trovava sotto il tavolino di un bar. La lama, lunga circa dieci centimetri, ha provocato ferite gravissime. Nonostante il tempestivo intervento della Lida, chiamata dai carabinieri, e della clinica veterinaria San Francesco, che ha tentato l’impossibile, il cucciolo – Calaceo – è morto poco dopo.
Intanto l’aggressore aveva già raggiunto via Genova, all’esterno del supermercato Superpan. Qui il giovane tunisino (difeso dall’avvocato Damaso Ragnedda) ha colpito alle spalle la guardia giurata in servizio e poi si è rifugiato all’interno del bagno del market, inseguito dallo stesso vigilante ferito. Poi la fuga, durata poco. Determinante è stato l’intervento dei carabinieri della radiomobile del Reparto territoriale, guidato dal tenente colonnello Nicola Pilia, supportati anche dai militari della stazione di Porto Rotondo. Le numerose segnalazioni arrivate al 112 hanno consentito di tracciare gli spostamenti e di bloccare l’aggressore. Le indagini proseguono anche attraverso l’analisi dei filmati dei sistemi di videosorveglianza. (s.p.)
