All’ospedale di La Maddalena neanche un medico in Radiologia: per Tac ed ecografie si va a Olbia
La denuncia della Uil Fp: «Le conseguenze ricadono immediatamente anche sull’organizzazione del pronto soccorso»
La Maddalena Anche all’ospedale Paolo Merlo di La Maddalena l’emergenza più grave resta quella del personale. «Organici ridotti e professionisti andati in pensione senza un adeguato ricambio» mettono sotto pressione un presidio già da anni alle prese con difficoltà strutturali. Ma tra tutte le criticità ce n’è una che pesa più delle altre: «L’assenza, ormai da tempo, del medico radiologo in turno». A lanciare l’allarme è la Uil Funzione Pubblica, con il segretario territoriale Vito Langiu, che richiama l’attenzione su una carenza considerata centrale per la tenuta del servizio.
Senza uno specialista di radiologia, infatti, «si rende necessario il trasferimento dei pazienti non solo per l’esecuzione di una Tac, ma anche per esami ecografici verso gli ospedali di riferimento». Una condizione che, di fatto, lascia l’ospedale senza un supporto diagnostico essenziale e obbliga a continui trasferimenti anche per esami che dovrebbero essere effettuati direttamente al Paolo Merlo. Le conseguenze ricadono immediatamente sull’organizzazione del pronto soccorso. «Per accompagnare il paziente è necessario che un infermiere lasci temporaneamente il pronto soccorso – prosegue Vito Langiu nella nota –. L’équipe si riduce così ulteriormente e, in alcune circostanze, il personale rimasto si trova a gestire l’attività con risorse minime, talvolta con un solo infermiere a supporto del medico di turno. Una situazione che aumenta il carico di lavoro e rende ancora più complessa la gestione delle emergenze». Negli ultimi anni il numero di accessi al pronto soccorso «è aumentato in maniera esponenziale», mettendo in seria difficoltà l’intera struttura. Il presidio rappresenta ormai il principale punto di riferimento sanitario dell’isola, territorio insulare con collegamenti non sempre agevoli verso Olbia, dove residenti e turisti si rivolgono frequentemente anche per problematiche di lieve entità».
A incidere ulteriormente è l’assenza delle guardie turistiche, «che non vengono più attivate per la mancanza di medici disponibili», con un conseguente sovraccarico costante per il servizio di emergenza. «L’ospedale – prosegue la Uil Funzione pubblica – è inoltre già costretto, per motivi organizzativi e di sicurezza, a trasferire una parte significativa dei pazienti acuti, con un impatto rilevante sulla continuità assistenziale e sulla tenuta complessiva del sistema. Particolarmente critica appare la situazione del personale infermieristico: «Il numero di infermieri in dotazione organica è limitato e gli operatori garantiscono il funzionamento del pronto soccorso e del servizio Mobi collegato nonostante le evidenti difficoltà operative. Un equilibrio fragile, sostenuto dalla responsabilità del personale in servizio. E con l’avvicinarsi della stagione estiva la preoccupazione cresce. La Maddalena vede triplicare la popolazione nei mesi caldi e l’aumento dei carichi di lavoro rischia di mettere ulteriormente sotto pressione una struttura che, sottolinea il sindacato, svolge «un ruolo fondamentale per un territorio insulare con caratteristiche particolari e bisogni assistenziali delicati». (s.p.)
