La Nuova Sardegna

Olbia

Tribunale

«Ti faccio finire su una sedia a rotelle»: marito violento allontanato da casa

«Ti faccio finire su una sedia a rotelle»: marito violento allontanato da casa

Il 48enne di Olbia non potrà avvicinarsi ai luoghi frequentati da moglie e figli

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Olbia Vent’anni di vessazioni psicologiche, di insulti, di offese continue e svilenti, di minacce, che in più di una occasione sarebbero sfociate in aggressioni fisiche. Violenze che avvenivano anche di fronte ai loro figli, vittime di violenza assistita e in alcuni casi anche diretta sulla loro persona. «Ti faccio finire su una sedia a rotelle, ti brucio, ti impicco, ti sciolgo nell’acido», sono alcune delle frasi che l’uomo, un 48enne di Olbia, urlava continuamente alla moglie, tenendo in scacco tutta la famiglia, sottoposta a un regime di vita insostenibile. Qualche giorno fa, nei suoi confronti è scattata la misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla moglie e dai tre figli. Il gip del tribunale di Tempio, Federica Distefano, ha disposto anche l’applicazione del braccialetto elettronico (non appena sarà disponibile). L’uomo è accusato di maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale.

Respinta la richiesta della custodia cautelare in carcere avanzata dal pubblico ministero. Difeso dall’avvocato Filippo Orecchioni, il 48enne è stato interrogato e si è avvalso della facoltà di non rispondere. A lui vengono contestati anni di maltrattamenti nei confronti della moglie e dei figli. L’ultimo episodio, culminato con l’intervento delle forze dell’ordine chiamate dalla donna, risale alla vigilia di Natale: esasperata aveva detto ai militari di aver subito l’ennesima aggressione da parte del marito che si era infuriato perché stava parlando al cellulare. All’origine di vessazioni e aggressioni, secondo il racconto della donna, sarebbe stata la gelosia diventata sempre più opprimente dopo che lei gli aveva detto di non essere più innamorata. Lui avrebbe posto in essere un continuo controllo sulla donna, tanto da monitorare tutti i suoi spostamenti mettendo nella sua auto un collare per cani con rilevatore di posizione gps. (t.s.)

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