Chiude la storica pasticceria di Nardino Muzzetto, tra i clienti anche Berlusconi e Baglioni – La storia
A 78 anni abbassa la serranda del suo laboratorio
Olbia Ci sono mestieri che non si limitano a riempire una giornata di lavoro. Entrano nelle case, nei ricordi, nelle feste di famiglia. Hanno il profumo della crema calda e della sfoglia appena sfornata. È così per la storia di Bernardo Muzzetto, per tutti Nardino, che dopo 65 anni passati in laboratorio ha deciso di fermarsi.
Una scelta che segna la fine – almeno in parte – di una lunga stagione per la città. Perché la sua pasticceria non è stata soltanto un’attività commerciale, ma un punto di riferimento umano prima ancora che professionale.
Tutto cominciò quando era ancora un bambino. «Frequentavo la terza elementare. La sera andavamo a cuocere le noccioline nei forni a legna della pasticceria Demuro. Le prendevamo crude a sacchi e approfittavamo del calore del forno spento. Poi le vendevamo fuori dal campo sportivo».
Fu lì che nacque la curiosità per quel mondo fatto di manualità e pazienza. Poco dopo iniziò a frequentare il laboratorio con sempre maggiore assiduità. «Mi alzavo alle tre del mattino per andare a svegliare i miei amici e andare a lavorare. Si faceva di tutto: diplomatiche, pasticcini, torte da consegnare ai bar».
Poi, per un periodo, lasciò la pasticceria per correre in bicicletta e lavorare come manovale. Quindi la partenza a Sestri Levante, dove aiutò la zia nel ristorante di famiglia tra cucina e servizio ai tavoli. Ma il richiamo dei dolci non lo abbandonò mai.
Dopo altre esperienze e il servizio militare arrivò la svolta. Il 28 agosto 1971 aprì la sua prima attività insieme al cognato Mario Caldieraro in via Martino Bassi. Laboratorio e punto vendita diventarono presto un riferimento per molti bar cittadini e per una clientela sempre più ampia.
La società durò fino al 1986. Poi la separazione professionale e l’inizio di una nuova fase tutta sua. Negli anni successivi Nardino Muzzetto si trasferì in viale Aldo Moro, in un locale ad angolo, “Il Viale” (nome conservato nel tempo) dove riunì laboratorio e negozio. Accanto alla produzione dolciaria aprì anche un’attività di bomboniere che, nel 1995, lasciò spazio a una scelta innovativa per l’epoca: la prima vera caffetteria moderna di Olbia.
«Non vendevamo alcolici – ricorda il figlio Marco –. Era solo caffetteria e pasticceria».
Un’intuizione che anticipò i tempi e contribuì a rafforzare ulteriormente la reputazione di Nardino. Nel 2002 arrivò il nuovo trasferimento nella sede attuale, sempre in viale Aldo Moro ma al civico 425, dove l’attività ha continuato a crescere tra colazioni, ordini per cerimonie e una produzione importante soprattutto nei fine settimana.
I numeri raccontano bene l’intensità di quel lavoro. «Nei fine settimana si arrivava a preparare circa venti chili di pasticceria fresca al giorno, tra vassoi e ordini – precisa Nardino –. Senza tralasciare le decine e decine di colazioni. Come accade ancora oggi».
Accanto alla produzione quotidiana ci sono sempre stati compleanni, matrimoni, ricorrenze, panettoni a Natale e colombe a Pasqua. Un ritmo continuo che non lasciava tregua. Al suo fianco, la moglie Lucia Caldieraro, presenza fondamentale nella vita e nel lavoro. «Il nostro dolce simbolo è il tiramisù. È una ricetta di mia moglie che abbiamo adattato alla produzione in pasticceria».
Negli anni la qualità del laboratorio ha attirato anche clienti molto conosciuti: «Come Silvio Berlusconi: comprava sempre i dolci da noi e ci regalava mirto e limoncello di sua produzione. Tra i ricordi anche la torta preparata per il compleanno di Claudio Baglioni al Cala di Volpe, oltre alle numerose richieste arrivate da personaggi dello sport e dello spettacolo».
Dietro il banco sono cresciuti anche i figli – Marco, oggi vigile del fuoco, Valentina e Pietro – che da piccoli hanno dato una mano prima di scegliere strade diverse. Pietro, in particolare, ha lavorato accanto al padre fino a poco tempo fa. «Il lavoro del pasticcere comincia alle 4 del mattino e non finisce mai davvero – aggiunge Marco –. Mio padre tornava a casa solamente per mangiare qualcosa e riposare mezz’ora e poi di nuovo tra impasti e profumi».
Tra i momenti più duri resta l’alluvione del 2013, quando il laboratorio venne completamente allagato. Macchinari e materie prime distrutti, decine di migliaia di euro di danni. «Abbiamo buttato via tutto – dice Nardino –. Ma siamo ripartiti».
Oggi, a 78 anni, la decisione di fermarsi nasce dalla stanchezza ma anche dalle trasformazioni profonde del settore.
Sempre più difficile trovare personale disposto a intraprendere un mestiere che richiede sacrifici continui, lavoro nei festivi e orari durissimi. Ma a pesare sono anche i costi sempre più elevati delle materie prime.
La pasticceria fresca chiude. Restano la caffetteria, le brioche del mattino e qualche dolce preparato ogni tanto, quando la voglia si fa sentire. Non è un addio definitivo. È il passo indietro discreto di chi ha già dato tutto. Per 65 anni Nardino Muzzetto ha accompagnato i momenti più importanti della vita di tanti olbiesi (e non solo). E anche se la serranda si abbassa, resta la traccia di una storia fatta di lavoro, gentilezza e dedizione.
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