Olbia, nasce la rete sentieristica: in arrivo cinque percorsi tra mare ed entroterra
Comune e Forestas al lavoro per tracciare i cammini. Si punta sull’inclusività
Olbia In effetti era un vero peccato. Mare, collina, montagna e nemmeno un sentiero ben tracciato e segnalato. Così il Comune ha deciso di invertire la rotta e si prepara a realizzare una rete sentieristica capace di raccontare la storia attraversando natura e panorami mozzafiato. Il progetto è ambizioso e sarà portato avanti insieme all’agenzia Forestas. Cinque i percorsi individuati. C’è quello della foresta di Sorilis, nella zona di Berchiddeddu, e poi quattro sentieri sul mare: uno tra Marina Maria e Poltu Casu, uno tra Porto Istana e Costa Corallina, un altro tra Sa Testa e Pittulongu e, infine, un sentiero tra Portisco e la Rena Bianca. I finanziamenti ci sono e arrivano dal Programma nazionale Metro plus, grazie al quale il Comune e Forestas hanno dato vita al progetto “Design for all: Olbia città accessibile”. L’obiettivo è sì quello di realizzare una vera rete sentieristica, ma anche quello di rendere almeno una parte dei percorsi accessibili alle persone con disabilità. «Significa costruire un territorio che non lascia indietro nessuno – sottolinea il sindaco Settimo Nizzi –. Questo progetto è un passo concreto verso una comunità sempre più inclusiva, aperta e consapevole del proprio valore». Nella mattinata di oggi, mercoledì 25 marzo, il progetto è stato presentato nei dettagli, davanti a numerosi alunni, nella scuola elementare e media di Berchiddeddu.
Sentieri per tutti
È stato il consigliere comunale Salvatore Sini, delegato del sindaco per Berchiddeddu, a introdurre l’incontro di oggi. «Vogliamo più democrazia lungo i nostri cammini. I sentieri saranno rivolti a tutti», ha detto Sini. Poi è stato il turno di Valentina Arghittu e di Enrica Brianda dell’agenzia Forestas, che hanno presentato soprattutto l’intervento nella foresta demaniale di Sorilis. Qui, in questo paradiso naturale ancora poco conosciuto, sono in fase di realizzazione – con segnaletica Cai e postazioni varie – due percorsi panoramici che si affacciano sulla Gallura e sul Monte Acuto. «Abbiamo realizzato uno studio e cercato tutte le soluzioni con lo scopo di rendere questi sentieri accessibili a più persone possibili», ha detto Arghittu. Uno dei due percorsi sarà accessibile anche alle persone in carrozzina e, in generale, l’agenzia Forestas si è messa al lavoro anche per dare la possibilità di praticare attività come il bouldering, l’arrampicata arboricola, l’orienteering, il nordic walking, l’atletica assistita e il fit walking. Per l’agenzia Forestas, a Berchiddeddu, è intervenuto anche Alessio Saba, che ha coinvolto in maniera diretta gli alunni per spiegare al meglio l’importanza di un progetto in grado di mettere insieme natura e inclusività.
Storia sul mare
Il progetto di Comune e Forestas è dunque ambizioso e, tra le altre cose, si arricchisce del contributo di due grandi conoscitori del territorio e della storia di Olbia: Paola Mancini, archeologa, e Simplicio Usai, impiegato dell’ufficio toponomastica del Comune e autore di approfonditi studi e ricerche sui toponimi storici, costieri in particolare. Sono soprattutto loro due ad aver individuato i percorsi sul mare, che saranno presto segnalati e valorizzati. «Sono cammini che raccontano la nostra storia», ha detto Paola Mancini. Tutto vero, perché ogni singolo sentiero attraversa non solo luoghi da favola ma anche i resti di strutture che hanno resistito allo scorrere del tempo. Nel percorso tra Porto Istana e Costa Corallina, per esempio, si possono ammirare gli ottocenteschi forni della calce. In quello tra Marina Maria e Poltu Casu sarà invece possibile imbattersi nelle tracce lasciate dai marinai che, prima dello scoppio della Grande guerra, stazionavano nella zona di Capo Ceraso per partecipare alle esercitazioni militari della regia marina. A Poltu Casu, tra le rocce, e grazie anche a un approfondito studio realizzato da Simplicio Usai, si possono ancora oggi leggere i nomi incisi di quei soldati. Dall’altra parte del golfo, lungo la costa che collega il promontorio di Sa Testa con la spiaggia di Pittulongu, si possono invece ammirare i resti di fortini, tobruk (postazioni per le mitragliatrici) e alcune casermette con alloggi militari per il cambio della guardia. Stavolta tutto della Seconda guerra mondiale. Ci sono anche alcuni fossi lasciati dalle bombe sganciate dagli Alleati nel 1943 durante l’attacco aereo che distrusse il porto e mezza città.
