Sequestrata a Olbia una moneta antica rarissima: nel mondo ne esistono solo quattro esemplari
È un tremisse d’oro di epoca carolingia, il recupero da parte di carabinieri del nucleo per la tutela del patrimonio culturale di Cagliari
Olbia Una moneta rarissima, di eccezionale valore storico, una delle quattro in circolazione al mondo che si conoscono, è stata recuperata dai carabinieri del nucleo per la tutela del patrimonio culturale di Cagliari nell’ambito di un’indagine più complessa che riguarda la numismatica. La moneta è un tremisse d’oro ed è stata fatta coniare a Lucca tra il 773 e il 781 da Carlo Magno.
Un tesoro di inestimabile valore di proprietà dello Stato che viene ora restituita alla collettività e alla storia. I carabinieri, coordinati dal procuratore della Repubblica di Tempio, Gregorio Capasso, hanno sequestrato la moneta dopo una consegna avvenuta a Olbia. L’attività di recupero della tremisse d’oro di epoca carolingia, che fa parte di uno dei filoni della più ampia operazione Numisma, è stata illustrata oggi 25 marzo in Procura dal procuratore della Repubblica di Tempio Gregorio Capasso, dal luogotenente Mauro Lai e dall’archeologo Massimo Casagrande, della Soprintendenza di Cagliari.
La moneta era frantumata in tre parti, con quella centrale mancante. Su un lato c’è una stella con il nome della città in cui è stata coniata, Lucca, dall’altro, il ritratto di San Michele Arcangelo, simbolo tipico dei Longobardi.
Una delle quattro monete conosciute, integra, è stata battuta all’asta una decina di anni fa negli Stati Uniti per 180mila dollari. «Questo sequestro ha una rilevanza pubblico sociale grandissima – ha rimarcato il procuratore – La moneta è stata ceduta nei pressi di Olbia e questo ha consentito il nostro intervento, grazie all’ausilio dei carabinieri del nucleo per la tutela del patrimonio culturale. È patrimonio dello Stato e sarà ora custodita nel museo di Sassari». Le indagini condotte dal nucleo specializzato dell’arma sono ancora in corso e non sono state forniti altri dettagli.
«È una moneta di inestimabile valore – ha spiegato l’archeologo –, è stata coniata da Carlo Magno su un modello longobardo. È strano che sia stata trovata in Sardegna perché in quell’epoca l’isola non faceva parte del regno longobardo, né successivamente di quello carolongio, ma bizantino, La Sardegna quindi era fuori dal quel contesto. È un oggetto di estremo valore perché una moneta simile venne portata da Carlo Magno come dono sulla tomba di San Pietro. La moneta proviene probabilmente da uno scavo e ha un valore culturale importantissimo. Il modo in cui è stata ritrovata ed è arrivata a noi, dopo scambi illegali, purtroppo ci impedisce di fare una ricostruzione non solo della moneta ma anche di un pezzo di storia della Sardegna». (t.s.)
