La Nuova Sardegna

Olbia

La denuncia

Strage di gatti, almeno dieci uccisi con bocconi avvelenati: è caccia ai killer

Strage di gatti, almeno dieci uccisi con bocconi avvelenati: è caccia ai killer

La Lida e il Comune in campo: «Aiutateci a trovare i responsabili»

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Padru È strage di gatti. A Padru ne sono stati avvelenati e uccisi almeno dieci e le segnalazioni continuano ad arrivare da diverse zone del paese. Tutti avevano una casa, erano accuditi e amati dai loro proprietari. La scorsa settimana cinque gatti sono stati portati in condizioni disperate al rifugio dei “Fratelli Minori” di Olbia, gestito dalla Lida, da sempre in prima linea in difesa degli animali. Quattro sono morti dopo una lunga agonia, uno è riuscito a salvarsi. I corpi sono stati trasferiti all’Istituto zooprofilattico di Sassari, dove verranno eseguiti gli accertamenti per individuare il tipo di veleno utilizzato.

Secondo le segnalazioni raccolte, in alcune aree sarebbero state trovate esche con carne avvelenata, probabilmente con sostanze utilizzate contro le lumache. Un veleno che provoca sofferenze gravissime e che, in pochi casi, lascia scampo. La Lida, guidata da Cosetta Prontu, ha chiesto interventi immediati e controlli più stringenti sul territorio: «Vogliamo sapere quale veleno è stato usato per uccidere queste creature, anche perché per acquistare determinate sostanze è necessario un patentino. Non si può restare in silenzio davanti a episodi così gravi. Servono interventi concreti e verifiche». Non solo. La presidente dell’associazione, che ha presentato denuncia ai carabinieri, ribadisce «la necessità di fermare al più presto il fenomeno e invita chiunque abbia informazioni utili a collaborare con le autorità».

Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco di Padru, Antonello Idini, che ha espresso la posizione dell’amministrazione comunale sui social: «Esprimiamo il nostro più profondo sdegno e la ferma condanna per quanto accaduto. Nulla può giustificare un atto così vile. Si tratta di un gesto criminale che ferisce l’intera comunità». Il sindaco ha confermato che sono in corso accertamenti e ha ribadito l’impegno dell’amministrazione sul tema: «Le indagini non si fermano e l’obiettivo è fare piena chiarezza e individuare i responsabili. Chiediamo anche noi la collaborazione di tutti: chiunque abbia informazioni utili si faccia avanti. Non siamo indifferenti a queste situazioni e da anni portiamo avanti azioni concrete, investendo risorse per la sterilizzazione, attivando programmi di microchippatura in collaborazione con la Asl veterinaria e lavorando con una rete di volontariato per favorire le adozioni. Il nostro impegno – prosegue Antonello Idini – continuerà con ancora più forza, perché episodi come questi colpiscono tutta la comunità. Il Comune non è una controparte, ma un alleato e siamo pronti a collaborare con le associazioni per fermare questi episodi».

Intanto in paese cresce la preoccupazione. I casi continuano a emergere e la paura è che possano verificarsi nuovi avvelenamenti. L’attenzione resta alta in attesa dei risultati degli esami e degli sviluppi delle indagini, mentre tra i cittadini aumenta la richiesta di interventi per poter fermare una situazione che sta creando allarme e indignazione. (s.p.)

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