Uccise il compaesano col tubo dell’aspirapolvere. Fabio Malu: «Chiedo scusa alla famiglia di Davide Unida e alla mia»
In aula ha raccontato perché la loro amicizia fosse finita, gli anni di minacce e dissidi e perché litigarono l’8 luglio 2023 a Luras
Sassari «Chiedo scusa alla famiglia di Davide Unida e chiedo scusa alla mia famiglia. Sono molto dispiaciuto per quello che è successo». Fabio Malu, accusato di aver ucciso col tubo di un aspirapolvere il compaesano Davide Unida, morto in ospedale quattro giorni dopo l’aggressione, ha parlato per la prima volta in aula sottoponendosi all’esame nel processo che lo vede imputato per omicidio volontario aggravato da futili motivi.
Rispondendo alle domande del suo difensore, l’avvocato Giampaolo Murrighile, ha raccontato della sua amicizia con Davide Unida iniziata quando erano bambini e finita molti anni fa, dopo un episodio. «Ero convinto che mi avesse rubato il portafoglio con lo stipendio che avevo appena ritirato. Mi sono sentito tradito». Avevano litigato e si erano picchiati.
E da allora il loro rapporto si era incrinato sempre di più, sfociando in dispetti e denunce reciproche. Anni di minacce e dissidi. Malu ha raccontato alcuni episodi specifici nei quali sarebbe stato vittima di pesanti minacce da parte di Unida, tra questi, un tentativo di investimento. Fino all'aggressione avvenuta l'8 luglio del 2023 in via Nazionale, la via principale di Luras: Fabio Malu e Davide Unida si erano affrontati uno con l'ascia, l'altro col tubo di un aspirapolvere.
«Non volevo colpirlo, volevo chiarire con lui, sono tornato indietro col tubo che ho preso da un cassonetto perché mi sentivo più sicuro. Avevo paura, non l'avevo mai visto così, aveva un'ascia in mano. Speravo che vedendomi armato la mollasse» . Il pubblico ministero Alessandro Bosco ha contestato la ricostruzione fatta da Malu dell’aggressione, mirando a dimostrare che lo avesse colpito volontariamente. «Non volevo colpirlo alla testa, volevo solo disarmarlo», ha ripetuto più volte. L’avvocato di parte civile che assiste i familiari della vittima, l’avvocato Sergio Milia, ha depositato la querela che la madre di Unida aveva presentato dopo che Malu si era presentato a casa loro con un bastone in mano, minacciandoli di morte. Episodio che l’imputato oggi ha negato in aula.
