Naufragio dei fratelli Deiana: prelevato il Dna dai resti recuperati al largo di Tavolara
Sarà comparato con quello del figlio di Giuseppe e con quello della madre Simona
Olbia Per sapere con certezza se i resti del corpo ritrovati nella rete di un peschereccio, al largo di Tavolara, il 29 maggio scorso, appartengono a Lorenzo Deiana, o al fratello più grande, Giuseppe, bisognerà attendere l’esito del Dna prelevato oggi 8 giugno all’istiuto di medicina legale di Sassari. L’accertamento, disposto dalla pm Vanessa Storace, è stato eseguito dal medico legale Salvatore Lorenzoni, alla presenza dell’avvocato Pietro Cherchi che assiste Simona Deiana, la madre dei due fratelli olbiesi di 24 e 20 anni, dispersi in mare dal 19 aprile del 2025. Erano usciti all’alba per una battuta di pesca a calamari nelle acque di Golfo Aranci e non erano più rientrati a casa. Il Dna prelevato dai resti umani ritrovati sarà comparato col Dna del figlio di Giuseppe e con quello della madre Simona.
Nelle reti del peschereccio “Perla nera” di Vincenzo Varchetta, era stato rinvenuto un giubbotto rosso come quello indossato da Lorenzo, il fratello più piccolo – all’interno di una tasca c’era anche il suo documento d’identità – e resti di un corpo con indosso dei jeans. Alcuni elementi, come l’abbigliamento indossato il giorno della scomparsa da Giuseppe, fanno ipotizzare che i resti siano i suoi. Ma sarà la prova del Dna a dare risposte certe. I resti, così come chiesto dal legale della famiglia, restano ancora sotto sequestro da parte della Procura di Tempio.
Intanto, proprio alla luce del recente rinvenimento, diventa ancora più pressante la richiesta della famiglia che sollecita la Procura ad eseguire accertamenti sulla cella telefonica di Nodu Pianu, individuata attraverso un’intensa attività d’indagine condotta dalla difesa e che ha permesso di circoscrivere l’area del possibile naufragio. Ciò che la famiglia e il suo legale chiedono è che vengano svolti gli accertamenti tecnici sull’ultima cella telefonica agganciata dal cellulare di Lorenzo alle 16 e 20 che è quella di Montiggiu Nieddu, in località Nodu Pianu (tra Golfo Aranci e Olbia), appunto, e che il percorso fatto dal peschereccio sia sovrapposto alla cella telefonica: secondo le indagini difensive il naufragio della barca potrebbe essere avvenuto in quel tratto di mare e gli accertamenti potrebbero dare una risposta. Ritrovare e recuperare la barca consentirebbe di ricostruire che cosa è accaduto quel giorno, se ci possa essere stata una collisione, o se è stata solo una disgrazia. (t.s.)
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