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Sversamento di liquami in mare, scatta il blitz dei carabinieri del Noe: sotto sequestro due depuratori – Cosa sappiamo

di Marco Bittau
Sversamento di liquami in mare, scatta il blitz dei carabinieri del Noe: sotto sequestro due depuratori – Cosa sappiamo

Le attività sono state svolte dal Nucleo operativo ecologico di Sassari e coordinate dalla Procura di Tempio

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Trinità d’Agultu Funzionano male o non funzionano affatto e i liquami finiscono in mare, alla faccia dell’ambiente incontaminato e dell’acqua cristallina. In pochi giorni, con un blitz dei carabinieri del Noe, è finita l’era dei depuratori fantasma in alta Gallura. Ieri di buon mattino i militari hanno sequestrato l’impianto di Costa Paradiso, nei giorni scorsi invece i sigilli erano stati apposti a quello di Bassacutena, costruito dieci anni fa e mai entrato in funzione. Le attività svolte dal Nucleo operativo ecologico di Sassari e coordinate dalla Procura di Tempio proseguono e ci sono già anche le prime iscrizioni nel registro degli indagati.

A Costa Paradiso, nel territorio di Trinità d’Agultu e Vignola, i carabinieri guidati dal comandante Gavino Di Maggio sono intervenuti ieri insieme agli ispettori del Corpo forestale di Tempio e a quelli del Nipaf (il Nucleo investigativo di polizia ambientale e forestale). Il blitz è scattato dopo lunghe e minuziose indagini svolte a seguito di un esposto presentato in Procura e delle analisi svolte dall’Arpas su campioni d’acqua.

Alla fine, su richiesta del sostituto procuratore titolare dell’inchiesta, il gip del tribunale di Tempio ha firmato un decreto di sequestro dell’impianto. Lo stesso magistrato con il decreto di sequestro ha disposto anche una serie di prescrizioni nei confronti del comprensorio, a cominciare dalla grigliatura iniziale delle acque nere per finire con la disinfestazione.

Nel corso della stessa operazione, a Costa Paradiso i carabinieri hanno sequestrato anche quattro piste sterrate scavate e disboscate per convogliare le acque nere. In 800 metri di terreno sono stati tagliati ginepri e mirto, senza autorizzazioni e senza valutazioni di impatto ambientale in un area sottoposta a vincolo paesaggistico e tutelata nel quadro della rete comunitaria Natura 2000.

Nel caso di Bassacutena, qualche giorno fa, invece, i carabinieri sono intervenuti di propria iniziativa dopo innumerevoli proteste dei residenti, una petizione popolare e una interrogazione presentata dal deputato Dario Giagoni. Il depuratore era stato costruito nel 2006 dal Comune di Tempio e collaudato l’anno dopo. L’impianto però non è mai entrato in funzione per la mancanza di un tratto della condotta di adduzione. Incredibile, ma vero: nessuno l’ha mai costruito.

Gli scarichi di Bassacutena e anche quelli della frazione di Balbuseddu e Monte Ruju, frazioncina di Luogosanto, così per anni hanno preso la via del mare, nella direzione di Palau. In questo caso il provvedimento di sequestro preventivo dovrà adesso essere convalidato dal gip del tribunale di Tempio.

Le due operazioni condotte dal Noe in Gallura rientrano nella forte impennata data ai controlli sugli scarichi di acque reflue nei fiumi e in mare. Non solo depuratori, però, i carabinieri del Nucleo operativo ecologico – veri e propri Ros dell’ambiente, cioè un reparto investigativo d'élite – stanno monitorando la situazione della realizzazione di impianti eolici e fotovoltaici nel territorio gallurese ma anche nella provincia di Sassari, Nuoro e della zona della Planargia.

Di fatto, 6 carabinieri super specializzati sono chiamati a operare in un territorio vastissimo, alle dipendenze del ministero dell’Ambiente ma anche di tutte le procure dell’isola e, soprattutto, della Direzione distrettuale antimafia che ha sede a Cagliari.

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