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Olbia

La sentenza

Morte di Gaia Costa: la manager tedesca che la travolse col suv ha patteggiato

Morte di Gaia Costa: la manager tedesca che la travolse col suv ha patteggiato

Il gip ha disposto anche la sospensione della patente per due anni

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Olbia La manager tedesca Vivian Spohr accusata della morte di Gaia Costa, la 24enne di Tempio travolta da un Suv Bmw mentre attraversava la strada sulle strisce pedonali, a Porto Cervo, ha patteggiato la pena  a un anno di reclusione. L’udienza è stata celebrata oggi 23 giugno davanti alla gip del tribunale di Tempio, Marcella Pinna, che ha disposto anche nei suoi confronti la sospensione della patente per due anni. L’incidente mortale era  avvenuto  l’8 luglio del 2025,  poco prima delle 13, nell’attraversamento pedonale a ridosso dell’intersezione con via della Goletta. Una tragedia immensa che aveva scosso tutta la Gallura. Alla guida del Suv, ripartito improvvisamente proprio quando la ragazza stava attraversando, la manager tedesca Vivian Spohr, moglie dell’amministratore delegato di Lufthansa. La donna era accusata di omicidio stradale.

Dalla relazione del consulente nominato dalla Procura (pm Milena Aucone), l’ingegnere Marco Antonio Pes, era emerso che l’improvvisa ripartenza del Suv, proprio quando la giovane Gaia Costa si trovava davanti al frontale dell’auto, era «da ricondurre con ogni probabilità a una grave e prolungata distrazione della conducente, che non si è resa conto di quanto stava accadendo alla sua destra, limitandosi a verificare che l’avanzamento del veicolo che la precedeva avesse creato uno spazio sufficiente per poter riprendere la marcia». All’origine dell’incidente stradale, da quanto emerso dalle indagini, ci sarebbe, dunque, una distrazione.  Era stato invece escluso che la tragedia fosse  correlata a un’anomalia dell’auto o ad altre cause esterne: al momento dell’incidente, infatti, c’era bel tempo, il fondo stradale era asciutto e c’era una buona visibilità.

Le riprese del sistema di videosorveglianza, acquisite dai carabinieri di Porto Cervo, avevano permesso di ricostruire con precisione la sequenza delle fasi che hanno preceduto l’impatto fra il Suv e la 24enne di Tempio. Un’altra relazione, eseguita dal perito informatico Giancarlo Rosa, nominato dalla Procura, aveva accertato che al momento dell’investimento la Sphor non stava usando il suo smartphone. Il cellulare era stato immediatamente sottoposto a sequestro dai carabinieri di Porto Cervo.

Anche la famiglia della giovane vittima, rappresentati dall’avvocato Antonello Desini, avevano nominato dei consulenti di parte, l’ingegner Gian Luca Langiu e il dottor Gian Luca Lombardi, i quali hanno collaborato con i periti nominati dalla Procura per ricostruire ogni fase dell’investimento. Oggi la conclusione del procedimento penale col patteggiamento. La manager tedesca è difesa dagli avvocati Alessandro Vitale e Angelo Merlini. Per gli accertamenti tecnici la manager, tramite i suoi legali, aveva affidato l’incarico al perito informatico forense, Gabriele Pitzianti(t.s.)

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