La Nuova Sardegna

Olbia

L’iniziativa

Un jazz club nel cuore della città: l’idea di tre giovani. E a sorpresa spunta Sangiorgi

di Paolo Ardovino
Un jazz club nel cuore della città: l’idea di tre giovani. E a sorpresa spunta Sangiorgi

A Olbia nasce il Bebop: qualche giorno fa jam session con il frontman dei Negramaro. Il 10 luglio primo ospite internazionale

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Olbia È quasi l’una di notte e un paio di coppie sedute in sala frugano tra le borse e fanno per alzarsi. Poi sul palco, dove sembrava che la lunga pausa fosse coincisa con la fine della musica, sale un ragazzo, giovanissimo, ancora liceale, si mette alla batteria. Anche chitarrista e tastierista sembravano pronti a staccare i fili dell’amplificatore e spegnere. Invece partono le note di “Watermelon man” di Herbie Hancock. E come si fa ad andare via. Tutti di nuovo al proprio posto, formazione improvvisata e pubblico ai tavoli. E ancora cocktail sul bancone. La notte prosegue. Tra i fuochi d’artificio e i palcoscenici-monstre della Olbia dei grandi eventi, che si è appena ripresa dalla sbornia di Vasco e già pregusta l’agosto di Red Valley e Jovanotti, ci sono loro. Tre giovani che hanno deciso di investire su un viaggio nel tempo. E nella città sempre di corsa tirano fuori un’idea che qui sembra di altri tempi. Un jazz club. Non un locale come gli altri, ma un ritrovo dall’anima jazz. Il nome chiarisce subito: “Bebop”, e la figura stilizzata di Miles Davis tra le lettere.

«Luogo di aggregazione»

In via Roma 11, cioè a due passi dalla croce del vecchio rione dei pescatori, Sa Rughe, oggi crocevia turistico tra i flussi del Corso e quelli del lungomare. In pieno centro, però allo stesso tempo nascosto. L’ingresso e le scale che conducono alla sala sono quelle del vecchio ristorante cinese che c’era fino a qualche tempo fa. «Diciamo che l’intenzione è colmare il vuoto culturale che avvertiamo in giro e creare un luogo di aggregazione», questa la filosofia dei titolari, Giovanni Zirottu, Federico Calvisi e Antonio Dapas. «L’idea delle jam session? Non ci piace seguire le mode», sorride Zirottu, 27 anni, che già un anno fa aveva ideato una festa di Zona Bandinu per rivitalizzare il quartiere. Esperienza che si ripeterà dopo l’estate. In un angolo della sala c’è un piccolo palco incastonato tra muri e colonne portanti che viene messo a disposizione di chiunque.

Jam con Sangiorgi

Ormai, a poco più di due mesi dall’apertura, ci sono già i frequentatori abituali del “Bebop”, ma il momento più bello è quando arriva qualcuno di nuovo e nascono jam session senza seguire una scaletta, ma l’umore dei presenti. Qualche sera fa, reduce dal concerto a Golfo Aranci con i Negramaro, ha fatto capolino nientemeno che Giuliano Sangiorgi. Una bevuta, poi ha imbracciato la chitarra e ha suonato insieme ai ragazzi che si stavano esibendo. Un concerto inedito che rimarrà custodito tra i primi momenti memorabili del “Bebop”. E che è stato catturato in realtà anche da un selfie di gruppo a notte fonda.

Gli eventi

In un’altra serata nel jazz club mentre gli artisti si avvicendano sul palco – sale la cantante Solosophia, poi il chitarrista Paolo Corda – in sala l’illustratore olbiese Andrea Sanna “Darbula” prende tavolozza e pennelli e sistema una tela a pochi metri dagli strumenti. E nel corso della serata, guidato dalla musica, realizza in live painting un’opera ispirata da quello che succede attorno. È tutto così estremamente analogico e spontaneo che fa quasi strano. Nel programma in costruzione dai giovani titolari ci sono anche serate a tema con talk insieme a artisti e autori, ma anche degustazioni, mostre, come quella di Marco Loi in arte Zarpos che nei prossimi giorni colorerà le pareti, e concerti. Il piccolo locale è entrato nel circuito dei jazz club in Sardegna. Il 10 luglio porta sotto i piccoli riflettori un big da oltreoceano. Il sassofonista americano Harry Allen: sarà anche l’occasione per scoprire talenti sardi. Con lui Simone Faedda, Marco Occhioni e Bruno Brozzu.

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