La Nuova Sardegna

Olbia

La presa di posizione

Ordinanza anti-randagismo, i medici veterinari a sostegno del sindaco Nizzi

di Tiziana Simula
Ordinanza anti-randagismo, i medici veterinari a sostegno del sindaco Nizzi

Il presidente dell’ordine Andrea Sarria contro la bufera social

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Olbia  L’ordinanza anti-randagismo firmata dal sindaco Settimo Nizzi, accusato sui social di lasciare morire di fame i cani randagi della zona industriale, trova il pieno sostegno da parte dell’ Ordine dei medici veterinari. L’ondata di insulti e offese scatenate sul web da gruppi di animalisti, aveva già trovato un muro da parte della Lida di Olbia che gestisce da anni il canile alle porte della città, ora a sostegno del sindaco prende posizione anche il presidente dell’Ordine dei medici veterinari del nord Sardegna, Andrea Sarria. «È doveroso intervenire sotto il profilo tecnico, scientifico e deontologico sulle contestazioni relative all'ordinanza del sindaco di Olbia, Settimo Nizzi – dice il presidente –. Le reazioni di dissenso configurano una fuorviante rappresentazione della realtà scientifica e normativa, rischiando di compromettere la corretta applicazione delle strategie di sanità pubblica e polizia veterinaria. È prioritario specificare che l’ordinanza non persegue alcuna finalità lesiva del benessere animale, bensì si conforma rigorosamente ai protocolli istituzionali volti alla tutela congiunta della salute pubblica, dell'incolumità cittadina e della stessa popolazione canina vagante».

Il presidente dei veterinari ricorda l’ impianto legislativo. «Il contrasto al randagismo trova il proprio alveo normativo nella legge quadro 281 del 14 agosto 1991 e, a livello territoriale, nella legge regionale 21 del 18 maggio 1994. Tale impianto affida ai Comuni e alle Asl il compito primario di censire, catturare, identificare mediante microchip e sterilizzare i cani privi di proprietario, al fine di garantirne la tracciabilità e arrestare la proliferazione incontrollata della specie sul territorio. Sotto il profilo medico e deontologico, l' antropizzazione forzata e l'alimentazione disorganizzata, non autorizzata o estemporanea in aree pubbliche o industriali genera un effetto diametralmente opposto alla reale salvaguardia degli animali. Tale pratica favorisce il radicamento di branchi instabili e competitivi, incrementa i fattori di rischio epidemiologico legati alla trasmissione di zoonosi e amplifica le problematiche di ordine pubblico e sicurezza». «Inoltre – aggiunge il presidente – la somministrazione diffusa di cibo vanifica l'efficacia dei protocolli operativi attuati dai servizi veterinari competenti, i quali necessitano del fattore attrattivo alimentare al solo fine di procedere alla cattura programmata, in sicurezza e nel pieno rispetto del benessere psicofisico degli esemplari. La professione medico-veterinaria persegue la tutela della salute pubblica, della salute umana e del benessere animale attraverso l'applicazione rigorosa del metodo scientifico e l'osservanza delle leggi, così come sancito dagli articoli 1 e 3 del codice deontologico. Pertanto, l'Ordine esprime pieno sostegno alle procedure gestionali razionali attuate dall'amministrazione comunale di Olbia, in quanto tese all'inserimento degli animali nel circuito ufficiale di controllo, profilassi sanitaria e adozione consapevole. Si condannano fermamente, di contro, le campagne di denigrazione mediatica prive di fondamento scientifico e tecnico-giuridico. Si invitano i cittadini a conformarsi alle disposizioni e a collaborare con le autorità competenti, ricordando che il reale rispetto per gli animali si realizza unicamente agevolando i percorsi istituzionali di regolarizzazione, cura, profilassi e tracciabilità previsti dall’ordinamento».

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