Olbia «I prezzi aumentano e andare avanti diventa sempre più difficile». I commenti, all’esterno dei supermercati della città, vanno tutti nella stessa direzione. La crisi globale non sembra arretrare e i primi a rendersene conto sono naturalmente i cittadini. A Olbia, per esempio, si paga sempre di più. Ormai la città – che si trova tra l’altro nel pieno dell’emergenza abitativa – è una delle più care d’Italia. L’ultimo report del servizio statistica del Comune dice che lo scorso luglio l’inflazione è aumentata del 2,6 per cento rispetto all’anno precedente. I beni energetici, prime vittime dei delicati equilibri mondiali, sono aumentati dell’11,4 per cento in soli dodici mesi. Per quanto riguarda abitazioni, acqua, elettricità, gas e altri combustibili, l’aumento è dell’8,1 per cento, quasi un punto di crescita rispetto a giugno. «Ogni anno pago 100 euro in più per un appartamento con due camere, un bagno e cucina. Ora spendo 1200 euro, mentre sedici anni fa, quando arrivai a Olbia, ne pagavo 200. Ovviamente devo aggiungere tutte le utenze. Così è davvero difficile» spiega Ali Waqas, autista pakistano e olbiese d’adozione.
Bilanci in rosso
Con la città orientata sempre più verso il turismo – in molti casi anche d’élite –, ristorazione e ospitalità sono i servizi che registrano il maggiore aumento rispetto a giugno: 1,9 per cento. «Impensabile pagare per una cena completa in ristorante – commenta la Piera Sanna, 72 anni, olbiese, mentre sistema in auto le ultime buste della spesa davanti a un discount di via Vittorio Veneto –. Al massimo mangio una pizza una volta a settimana, tanto per non stare chiusi in casa». I prodotti alimentari e le bevande analcoliche sono in leggera discesa rispetto a giugno (meno 0,1 per cento), ma se si guarda al mese di luglio del 2025 l’aumento è del 2,1. «I prezzi stanno lievitando, inutile cercare lo sconto o cambiare supermercato perché, ormai, sono alti dappertutto», continua la donna. Per lei la quotidianità sta cominciando a diventare piuttosto difficile, almeno dal punto di vista dei bilanci: «È aumentato tutto – prosegue – e quindi stiamo riducendo i consumi. Per fortuna abito in città e quindi riesco a muovermi piedi e, quando uso l’auto, percorro comunque pochi chilometri, considerati i prezzi della benzina». Marco Cuguttu, sessantenne in pensione diretto verso le casse del discount, scarica su Hormuz tutti gli effetti subiti a livello locale. «L’aumento dei prezzi è la conseguenza degli scenari internazionali – dice –. Abito qua da diciotto anni: prima in città potevi permetterti di mangiare fuori o fare compere in maniera un po’ più tranquilla. Adesso è diventato impossibile. Poi Olbia è una piazza diversa rispetto all’interno o ad altre zone dell’isola. Olbia è la porta della Costa Smeralda, i prezzi sono sempre più alti, turistici».
Una città d’élite
Dello stesso parere è Eliana Pireddu, insegnante della scuola d’infanzia, a Olbia dal 1988: «I prezzi si avvicinano a quelli della Costa Smeralda, stiamo diventando un luogo d’élite. L’anno scorso compravo le cozze di Olbia a quattro euro al chilo, ora le pago più di sette. Quasi il doppio». Eliana non riconosce più la propria città. Sua figlia studia a Cagliari, che segue la stessa tendenza per quanto riguarda i prezzi ma che appare in generale più conveniente. «Per qualità-prezzo si trovano prodotti e negozi molto più vantaggiosi. Anche uscire per andare a bere una cosa al bar conviene sia a livello di costi che di esperienza», aggiunge la maestra. Eliana conduce una vita normale. Tuttavia ultimamente deve fare qualche calcolo in più: «Con il mio lavoro non ho problemi di stipendio, ma per la spesa e i trasporti faccio molta attenzione». Anche se appare meno preoccupato, l’ex artigiano olbiese Cosimo Di Ciaccio conferma quanto appena affermato da Eliana: «Io non mi lamento, mi adatto. Ma ovviamente si va sempre alla ricerca dello sconto. Come pensionato prendo poco, ma riesco ad arrivare tranquillo fino alla fine del mese. D’altronde cosa possiamo fare, noi, davanti a questo contesto mondiale? Se devo fare una vacanza la faccio qua, a Olbia, la migliore città per me. Non ho bisogno di andare chissà dove».
Prezzi alle stelle
L’energia è da mesi una scheggia impazzita che non lascia tregua ai cittadini, che ormai sbiancano davanti a fatture e bollette. «Anche la benzina è aumentata tantissimo – dice Ali Waqas –. I prezzi crescono, ma lo stipendio rimane sempre lo stesso. Così la vita diventa davvero insostenibile. Si dice che l’aumento dei prezzi sia dovuto alla guerra, ma, a dir la verità, non sono sicuro che si abbasseranno una volta finito il conflitto. La guerra sicuramente ha il suo peso, ma viene utilizzata anche come una scusa. C’è chi se ne approfitta». Ali è arrivato a Olbia sedici anni fa e da qui non si è più spostato. «Per quanto riguarda l’affitto, rispetto al mio arrivo spendo mille euro in più. La città sta cambiando e sta continuando a trasformarsi soprattutto sul fronte turistico. Ce ne accorgiamo tutti i giorni: Olbia è una delle città più care della Sardegna».