Allarme vaccinazioni, la Sardegna in coda alla classifica: a rischio l’immunizzazione contro epatite, tetano e morbillo
Dai dati dell’Istituto Superiore di Sanità l’isola ha le percentuali più basse nei bimbi sotto i due anni di età
Sassari Penultimi, forse terzultimi. Meglio solo della Sicilia e forse della Puglia. Dalla classifica regionale dell’incidenza delle vaccinazioni è venuta fuori una magrissima consolazione in termini di posizionamento che però non ridimensiona l’allarme. Proprio da Palermo è arrivata la storia agghiacciante di una bimba di quattro anni morta di difterite perché i genitori avevano deciso di non immunizzarla, convinti che una volta vaccinata potesse contrarre l’autismo.
Una situazione limite, si potrebbe dire. Di difterite si moriva agli inizi del ’900 e l’ultimo caso in Italia è del 1991, trentacinque anni fa. D’altra parte nessuno può escludere nulla, la fervida intellighenzia no vax fa proseliti nonostante sforni stupidaggini in serie e la Sardegna sembra pendere della sue labbra perché è una delle regioni in cui la vaccinazione è meno praticata. Al punto che quanto accaduto a Palermo potrebbe tranquillamente ripetersi in una qualsiasi zona dell’isola. Lo dicono le percentuali, anche se può sembrare assurdo.
I dati
Partendo proprio dalla difterite in età pediatrica, la prima cosa che salta all’occhio è che nelle tabelle dell’Istituto Superiore di Sanità, l’isola è l’unica regione che non ha una rilevazione sulle coperture vaccinali previste entro i 24 mesi di età. In compenso, nelle vaccinazioni entro i 34 mesi di età è penultima, davanti solo alla Sicilia. I dati, tuttavia, sono quelli pubblicati nel 2025 e relativi al 2024. Potrebbe esserci tempo per rimediare e, magari, integrare il grafico. I presupposti non sembrano incoraggianti perché anche la Regione, e l’assessorato alla Sanità, fatica a sfornare informazioni più fresche. Bisogna accontentarsi di quello che passa il convento, sperando che nel frattempo i dati non siano peggiorati.
Ritornando al 2024, la copertura vaccinale in Sardegna per i bambini superava il 90 per cento ma era tra le più basse d'Italia nonostante il 91,82 per cento consegnato agli annali. Il dato in realtà è quello della vaccinazione contro la poliomelite, ma cambiando la tipologia di vaccino il risultato resta lo stesso. I sardi tendono ad evitare di immunizzare i proprio figli contro rosolia, morbillo, parotite, tetano, pertosse, epatite e, appunto, difterite. E lo fanno con una costanza che supera praticamente tutti in Italia. C’è un altro aspetto da considerare, quando si parla dei bimbi che nel 2024 avevano al massimo due anni, la probabilità che non abbiano una copertura vaccinale contro malattie potenzialmente mortali è tra le più alte registrate dall’Istituto superiore di sanità. Una pessima notizia dato che oggi gli stessi bambini avranno quattro anni e potrebbero frequentare le scuole dell’infanzia, esponendosi a rischi . Proprio dalle scuole, lo dicono tutti i virologi, che dovrebbe partire una campagna informativa che ormai è più che necessaria.
Gli adulti
Se i dati che riguardano le vaccinazioni pediatriche sono preoccupanti, con une della più nutrite platee di bimbi involontariamente no vax, quelli che riguardano gli over 65 sono da allarme rosso. Nell’isola solo il 37,6 per cento di questa classe d’età decide di frenare i virus influenzali con il vaccino. Considerato che la provincia di Bolzano, dove si vaccina solo il 33 per cento degli anziani, salirebbe drasticamente nel conto percentuale se unita a quella di Trento (61,6 per cento), l’isola in questo caso è di gran lunga l’ultima regione per percentuale di vaccinazioni.
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