Olbia Marco Balata non si sente sotto attacco. In città si discute degli effetti collaterali del boom delle presenze estive e lui, che come assessore comunale si occupa proprio di turismo, dà ragione a chi adesso sta sollevando il problema. Traffico, disagi, blackout, rifiuti, prezzi in salita e qualità della vita in discesa: Marco Balata dice di conoscere bene la situazione. E per questo spiega che l’obiettivo, del Comune ma anche dell’intero settore, deve essere quello di entrare al più presto in una sorta di fase due. «In dieci anni – dice Balata – Olbia è riuscita a diventare una vera destinazione turistica. È un grande successo, ma non dobbiamo farci travolgere. Dobbiamo governalo». In sostanza, la stessa posizione di un’altra persona che con i turisti ci lavora giorno e notte: Fabio Fiori, il presidente dell’associazione degli albergatori che, nei giorni scorsi su La Nuova, ha messo in evidenza la necessità di migliorare i servizi per non rischiare di mandare all’aria ciò che è stato costruito negli anni.
La fase uno
Balata fa capire di aver letto bene gli interventi degli ultimi giorni. Sia quello di Fiori che quello dell’architetto Giovanni Fara, che ha messo in guardia sul rischio di una contrapposizione tra residenti e turisti. «Il dibattito è utile e offre spunti che meritano attenzione – commenta l’assessore al Turismo –. Il confronto con gli operatori, con i professionisti e con chi vive quotidianamente la città è fondamentale, soprattutto in una fase di crescita e trasformazione come quella che sta vivendo Olbia. Credo però che per comprendere fino in fondo il momento attuale sia necessario partire da dove eravamo e dall’obiettivo che ci eravamo posti. Dieci anni fa la sfida era trasformare Olbia da grande porta d’ingresso della Sardegna in una vera città di destinazione. Oggi possiamo dire che la sfida è stata vinta. Olbia non è più soltanto il luogo nel quale si arriva per poi raggiungere altre località. È diventata una città nella quale sempre più persone scelgono di fermarsi, soggiornare, trascorrere le vacanze, partecipare agli eventi e vivere il territorio. È il frutto del percorso costruito in questi dieci anni dall’amministrazione e del lavoro, degli investimenti e della capacità di tanti operatori che hanno creduto nelle potenzialità di Olbia. È il risultato di una città e di un sistema che sono cresciuti insieme».
La fase due
Il fatto di aver raggiunto l’obiettivo, per Balata, non significa però aver concluso il lavoro. «Al contrario, significa entrare in una fase nuova e probabilmente ancora più impegnativa – dice l’assessore –. Ora la sfida è governare il successo. Governarlo significa consolidare ciò che abbiamo costruito, alzare ancora la qualità della città e dei suoi servizi e accompagnare una crescita che deve continuare a produrre valore e opportunità per Olbia e per chi la vive ogni giorno. Perché essere diventati una destinazione comporta anche nuove responsabilità. La qualità dell’esperienza di chi visita Olbia deve andare di pari passo con la qualità della vita di chi la abita. Le due cose non sono in contrapposizione: una città più bella, organizzata, accogliente e vivibile per i suoi cittadini sarà inevitabilmente anche una destinazione turistica migliore. Dobbiamo avere la capacità di leggere una città che è cambiata, anticiparne le esigenze e continuare a migliorarla, con una collaborazione sempre più stretta tra amministrazione, operatori e cittadini. Per questo considero positivo il confronto aperto in questi giorni. La crescita non significa che tutto sia stato risolto, ma che dobbiamo essere ancora più esigenti con noi stessi». Balata, insomma, non nasconde i problemi: «Abbiamo il dovere di risolverli e di non disperdere quanto Olbia è riuscita a costruire in questi dieci anni. Avevamo davanti una sfida chiara: fare di Olbia una città di destinazione turistica. Ci siamo riusciti. Oggi ne abbiamo una nuova: fare di Olbia una destinazione sempre più qualificata e, contemporaneamente, una città sempre migliore da vivere».