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Italia 2050, il sorpasso: più coppie senza figli che con figli

Italia 2050, il sorpasso: più coppie senza figli che con figli

Secondo le proiezioni Istat i nuclei con bambini scenderanno a 5,8 milioni, mentre cresceranno quelli senza e le famiglie con un solo genitore

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Roma Nel 2047 in Italia le coppie senza figli diventeranno più numerose di quelle con figli. È uno dei passaggi più significativi delle nuove previsioni demografiche dell’Istat, che descrivono da qui al 2050 un Paese con famiglie più piccole, meno bambini e un peso crescente delle persone anziane e dei nuclei con un solo genitore.

Nello scenario mediano elaborato dall’Istituto, le coppie con figli passeranno dai 7,5 milioni del 2025, il 28,1% di tutte le famiglie, a 5,8 milioni nel 2050. Una riduzione del 22,3%, pari a circa 1,7 milioni di nuclei in meno. Tra venticinque anni rappresenteranno così appena il 21,1% delle famiglie italiane, poco più di una su cinque.

A spiegare il calo non è soltanto la bassa natalità. Pesa anche un fattore strutturale: stanno diventando meno numerose le generazioni che entrano nell’età in cui normalmente si formano le famiglie e si hanno figli. È l’eredità delle poche nascite dei decenni precedenti. A questo si aggiunge la tendenza a lasciare più tardi la casa dei genitori, a formare una coppia in età più avanzata e a rinviare la nascita del primo figlio.

L’Istat parla di un processo cumulativo: generazioni già poco numerose producono a loro volta un numero inferiore di nuove famiglie con figli, anche nell’ipotesi in cui la fecondità non continui a diminuire.

La tendenza opposta riguarda invece le coppie senza figli. Erano 5,4 milioni nel 2025 e potrebbero diventare 5,9 milioni nel 2050, con una crescita dell’8,8%. Arriverebbero così al 21,4% del totale delle famiglie. Non si tratta però soltanto di coppie che non hanno avuto bambini o che ne hanno rinviato la nascita. In questa categoria rientrano anche molti genitori anziani i cui figli sono ormai usciti di casa: il cosiddetto “nido vuoto”, destinato a diffondersi ulteriormente con l’invecchiamento della popolazione.

Il sorpasso non avverrà contemporaneamente in tutto il Paese. Nel Nord è previsto già nel 2038 e nel Centro nel 2044. Nel Mezzogiorno, invece, le coppie con figli dovrebbero rimanere più numerose di quelle senza per tutto l’orizzonte delle previsioni, anche se la distanza tra le due categorie continuerà a ridursi.

Cambieranno anche le famiglie con un solo genitore. Se proseguirà la crescita dell’instabilità delle unioni ipotizzata dall’Istat, i nuclei monogenitoriali passeranno da 2,8 milioni nel 2025 a 3,3 milioni nel 2050, salendo dal 10,6 al 12% di tutte le famiglie.

La maggioranza continuerà a essere composta da madri sole, ma aumenterà il peso dei padri: oggi rappresentano il 19,3% dei monogenitori, mentre nel 2050 potrebbero arrivare al 24,1%, quasi uno su quattro.

La trasformazione descritta dall’Istat, dunque, va oltre il semplice calo delle nascite. L’Italia del 2050 avrà meno coppie con figli, più nuclei anziani rimasti soli dopo l’uscita dei ragazzi da casa e più famiglie con un unico genitore. Un cambiamento che le proiezioni collocano nei prossimi venticinque anni, ma le cui cause sono già pienamente in atto.

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