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Sardegna regina d’Europa alla fiera di Cannes, il Cipnes: «Il mare della Gallura conquista il primato degli yacht di lusso»

di Paolo Ardovino
Sardegna regina d’Europa alla fiera di Cannes, il Cipnes: «Il mare della Gallura conquista il primato degli yacht di lusso»

Oltre 3mila superyacht nel 2026, nel golfo di Olbia il 10 per cento in più rispetto al 2025

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La Sardegna è la prima isola in Europa intesa come destinazione di superyacht. Il mare della Sardegna, in particolare quello che bagna la Gallura, è tra i più desiderati al mondo: sono le certezze che la Regione e il Cipnes Gallura portano alla fiera nautica di Cannes, nella presentazione andata in scena oggi, mercoledì 9 settembre, nello stand ospitato al Palais du festival. La sfida è trasformare passaggi turistici in investimenti stabili che coinvolgano oltre ai servizi la manifattura crescente dell’isola. 

TUTTI I NUMERI Tra giugno e agosto i superyacht registrati nelle acque del nord-est sono 3.176. Sì va dal mare di Santa Teresa a quello dell’arcipelago di La Maddalena, della Costa Smeralda, Porto Rotondo, Olbia, Tavolara e fino a San Teodoro. Un dato che supera, e di molto, le presenze uniche degli ultimi due anni: segno più del 10 per cento rispetto al 2025 (le imbarcazioni erano 2.888) e del 27 per cento sul 2024 (2.495). Le Bocche di Bonifacio, viene spiegato al pubblico di Cannes, si rivelano una via di passaggio strategica tra tutte le imbarcazioni di lusso verso e dalla Costa Azzurra.

«Evidenziamo una crescita straordinaria nel golfo di Olbia verso Golfo Aranci e a Cannigione, dove si tocca il +40 per cento», sostiene Guido Piga, responsabile della comunicazione e Centro studi di Cipnes Gallura e UniOlbia, curatore del report. Sono stati profilati 291 superyacht dal valore complessivo di 19 miliardi di dollari e «i proprietari hanno patrimoni personali pari a oltre mille miliardi, metà del Pil italiano per rendere l’idea», dice. La maggior parte dei proprietari di barche lunghe decine di metri viene dagli Stati Uniti. Poi Italia e Regno Unito. E più di uno yacht su tre è stato prodotto in Italia, «sono una vetrina della nostra manifattura di eccellenza». 

FAR CRESCERE L’INDUSTRIA «Il compito della politica sarà ora quello di gestire questi dati importanti», suggerisce Livio Fideli, presidente del Consorzio industriale del nord-est che porta avanti il piano di internazionalizzazione della nautica regionale. «L’economia legata al transito di yacht ha ormai uno storico ed è consolidata – commenta Aldo Carta come direttore del Cipnes e presidente del consorzio universitario UniOlbia –. L’obiettivo sul quale lavoriamo è vedere la Sardegna non solo come destinazione di svago ma come terra di investimento. Servono risorse umane e formazione, dobbiamo creare una nuova classe dirigente e manageriale», e quindi il riferimento ai nuovi corsi di laurea in ingegneria navale e nautica e al dipartimento dell’innovazione nati con Università di Cagliari e Sassari. Ma si sta progettando un corso magistrale, forse già attivo dal prossimo anno, con l’università di Cagliari in sinergia con  la Federico II di Napoli

Alla fine di una presentazione durata quasi due ore, le parole di Giuseppe Meloni, vice presidente della Regione e assessore alla Programmazione volato a Cannes: «I numeri illustrati sono confortanti, sarebbe un insulto provare a dire che sono frutto solo di questo lavoro di due anni, però confermano il fatto che andiamo nella direzione giusta. Stiamo investendo anche nella formazione. Sono anche assessore alla ricerca ed è un settore strategico per tutta l’isola. Abbiamo approvato da poco tutte le risorse per i prossimi 15 anni per il dipartimento dell’Innovazione a Olbia: non si pensi che rappresenti un pericolo per gli altri dipartimenti, al contrario aumenta l’offerta formativa che può attrarre cervelli».

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