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Non solo traghetti per la Corsica: Santa Teresa punta sul crocierismo di lusso

di Giandomenico Mele
Non solo traghetti per la Corsica: Santa Teresa punta sul crocierismo di lusso

Il nord Gallura nelle strategie della Port Authority: si lavora per l’allungamento della banchina del porto

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Santa Teresa Non più soltanto il porto dei collegamenti con la Corsica, ma una nuova destinazione per il turismo crocieristico di qualità. È questa la prospettiva che si apre per Santa Teresa, entrata per la prima volta nella strategia dell’Autorità di sistema portuale del Mare di Sardegna dedicata allo sviluppo delle mini crociere e del segmento luxury. L’occasione è arrivata al Seatrade Cruise Med 2026 di Las Palmas, uno dei principali appuntamenti internazionali del settore, dove l’Autorità portuale ha presentato alle grandi compagnie una nuova visione della Sardegna: otto porti, otto porte d’accesso a territori differenti, ciascuno con una propria identità e un’offerta esperienziale dedicata. Tra le novità più significative figura proprio l’inserimento di Santa Teresa nel network degli scali da proporre alle compagnie crocieristiche. Un progetto che punta a intercettare soprattutto il mercato delle mini crociere culturali e del lusso, sempre più orientato verso destinazioni autentiche e meno congestionate.

La proposta non si limita al porto. L’idea è quella di utilizzare Santa Teresa come punto di partenza per scoprire il territorio più autentico: gli antichi stazzi, le aziende agricole, le produzioni tipiche, il patrimonio enogastronomico, i paesaggi granitici, Capo Testa e le tradizioni rurali che rappresentano uno degli elementi distintivi del territorio. Per trasformare questa visione in realtà serviranno però alcuni interventi infrastrutturali. Nella fase iniziale le compagnie potranno raggiungere Santa Teresa con i tender, come già avviene con successo a Golfo Aranci. Parallelamente l’Authority ha programmato una serie di lavori destinati ad adeguare progressivamente lo scalo alle esigenze del traffico crocieristico. L’opera più significativa riguarda l’allungamento della banchina commerciale, intervento considerato strategico per consentire l’ormeggio di unità di dimensioni maggiori e ampliare le possibilità operative del porto. Accanto a questo progetto sono già partite le attività preliminari per migliorare i servizi di accoglienza. L’Adsp ha infatti affidato la direzione delle indagini geognostiche necessarie all’ampliamento della pensilina destinata ai controlli di security. Non un intervento marginale, ma uno dei requisiti fondamentali richiesti dalla normativa internazionale per l’approdo delle navi da crociera.

L’obiettivo è realizzare spazi più ampi e funzionali per i controlli dei passeggeri e dei mezzi, garantendo maggiore efficienza operativa e migliori condizioni di lavoro agli operatori anche in caso di maltempo. L’ampliamento della pensilina si inserisce nel più ampio programma di completamento delle opere portuali già avviato negli ultimi anni, che comprende banchine, impianti, arredi e servizi destinati a rafforzare il ruolo dello scalo come collegamento strategico tra Sardegna e Corsica.

La scelta di puntare su Santa Teresa non è casuale. Secondo la Port Authority, infatti, il segmento luxury e ultra-luxury rappresenta oggi uno dei comparti più dinamici del mercato crocieristico. Dei circa 300 approdi previsti quest’anno nei porti del sistema sardo, 96 appartengono già al segmento del lusso, una quota destinata a crescere. Si tratta di un turismo caratterizzato da numeri più contenuti rispetto alle grandi navi, ma da una capacità di spesa decisamente superiore e da una maggiore attenzione alle esperienze autentiche, alla cultura, ai prodotti locali e alla sostenibilità. Santa Teresa Gallura possiede molte delle caratteristiche richieste da questo mercato: un centro storico di pregio, un patrimonio naturalistico unico, la vicinanza alla Costa Smeralda, oltre alla possibilità di costruire itinerari che coinvolgano l'intera Gallura.

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