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Meloni: «Tetto agli studenti stranieri in classe e stop a burqa e niqab a scuola»

Meloni: «Tetto agli studenti stranieri in classe e stop a burqa e niqab a scuola»

La premier annuncia nuove norme in arrivo in Consiglio dei ministri e attacca Schlein su università e Alessandra Todde sul bollo auto

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Roma Un numero massimo di studenti stranieri per classe e il divieto di indossare burqa e niqab a scuola. Sono due delle misure che il governo intende portare a breve in Consiglio dei ministri, annunciate oggi, domenica 20 settembre, dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante il suo intervento a Fenix, la festa di Gioventù nazionale, organizzazione giovanile di Fratelli d’Italia. Il provvedimento dovrebbe prevedere anche l’obbligo di imparare l’italiano per i genitori degli studenti stranieri che presentano gravi difficoltà di inserimento scolastico.

Meloni ha motivato il limite alla presenza di alunni stranieri sostenendo che nelle classi italiane non debba crearsi una situazione in cui i bambini italiani si ritrovino in minoranza. Sul divieto degli indumenti che coprono il volto ha invece richiamato il principio della parità tra uomini e donne e la necessità, a suo giudizio, di frequentare la scuola a viso scoperto.

Sempre sul fronte dell’istruzione, la premier ha annunciato l’intenzione di estendere la denominazione di “liceo” anche agli istituti tecnico-professionali. L’obiettivo dichiarato è superare la percezione di una gerarchia tra i diversi percorsi scolastici e riconoscere pari dignità alla formazione liceale e a quella tecnica e professionale. Meloni è intervenuta anche sul recente episodio avvenuto in una scuola di Roma, elogiando lo studente di origine congolese che ha fermato il tredicenne che aveva accoltellato un’insegnante, evitando che l’aggressione proseguisse. L’intervento del ragazzo è stato confermato dalle ricostruzioni dell’accaduto.

Una parte del discorso è stata dedicata allo scontro politico con la segretaria del Pd Elly Schlein. Meloni ha respinto le accuse di tagli all’università, sostenendo che il Fondo di finanziamento ordinario abbia raggiunto i 9,4 miliardi di euro. Ha poi ironizzato sulle critiche delle opposizioni all’abolizione del bollo auto per una parte dei veicoli, arrivando a proporre provocatoriamente un “conto corrente” per chi volesse continuare a pagarlo.

La presidente del Consiglio ha inoltre contestato le accuse di alcuni governatori secondo cui il costo dell’abolizione del bollo ricadrebbe sulle Regioni. Il tema è al centro di uno scontro politico: tra le critiche c’è quella della presidente della Sardegna Alessandra Todde, secondo la quale la misura provocherebbe minori entrate regionali. Il decreto prevede invece una copertura complessiva di circa 2,3 miliardi, per gran parte attraverso economie del Pnrr e altre risorse statali.

Nel lungo intervento a Fenix c’è stato spazio anche per i social network. Secondo Meloni, una quota rilevante della responsabilità nella tutela dei minori deve ricadere sulle piattaforme, che dispongono degli strumenti per ridurre i meccanismi capaci di creare dipendenza. La premier ha però messo in guardia da sistemi di verifica dell’età che comportino l’obbligo generalizzato di fornire un documento d’identità agli operatori dei social.

Guardando infine alle prossime elezioni politiche e alla diffusione di contenuti prodotti o manipolati con l’intelligenza artificiale, Meloni ha invitato i giovani a non considerare automaticamente autentico ciò che circolerà online durante la campagna elettorale, soprattutto negli ultimi giorni prima del voto. La capacità di distinguere tra contenuti reali e artificiali, ha sostenuto, diventerà sempre più importante.

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