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Elezioni amministrative: 40 Comuni ai seggi nel 2026, ecco dove si vota

di Michela Cuccu
Elezioni amministrative: 40 Comuni ai seggi nel 2026, ecco dove si vota

Cambiamenti di scenario nei paesi del territorio tra nuovi volti e riconferme

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Oristano La geografia del potere locale nell’Oristanese si appresta a cambiare volto. Con quaranta Comuni chiamati al voto, la provincia si trasforma in un laboratorio politico a cielo aperto, dove il civismo di territorio si intreccia con le manovre dei partiti regionali. Non è solo una questione di nomi, ma di numeri: il voto coinvolgerà oltre 85mila cittadini, chiamati a decidere se premiare la continuità o tentare la strada del rinnovamento.

Il vero protagonista di questa tornata, specialmente nei piccoli centri, sarà la nuova normativa sul quorum. Se in passato il fallimento di una lista unica era un rischio concreto, oggi la soglia per la validità dell’elezione è stata abbassata al 40 percento degli aventi diritto. Ancora più importante è l’esclusione dal calcolo degli elettori residenti all’estero (iscritti Aire): una boccata d’ossigeno per centri come Villa Sant’Antonio, Asuni o Bidonì (i cui sindaci uscenti sono Fabiano Frongia, Gionata Petza e Francesco Pinna), dove l’incidenza dell’emigrazione avrebbe reso quasi impossibile il raggiungimento delle vecchie soglie, portando dritti al commissariamento forzato.

Tante le incognite, a partire dalla data dell’apertura dei seggi che sarà decisa da un decreto della presidente della Regione, sono davvero poche le anticipazioni sulle candidature. Nel Terralbese, ad esempio, Arborea resta l’osservata speciale: mentre è data come certa la ricandidatura (e sarebbe il terzo mandato) della sindaca Manuela Pintus, si parla di altre due probabili liste di ispirazione civica e centrodestra. Anche a San Nicolò d’Arcidano, roccaforte del centrodestra locale, trapela poco. Lo stesso sindaco, Davide Fanari dice: «Francamente non ne abbiamo ancora parlato». Poi ammette: «Fare una lista non è facile: bisogna trovare persone che abbiano voglia di mettersi in gioco». Fanari potrebbe comunque tentare il secondo mandato.

Nel Sinis, i riflettori sono puntati su San Vero Milis, dove l’esperienza civica di centrosinistra guidata da Luigi Tedeschi cerca conferme, mentre a Zeddiani la ricandidatura di Claudio Pinna apre il dibattito sulla tenuta delle coalizioni locali. Poco distante, a Nurachi, dove Renzo Ponti, sindaco da due legislature ha annunciato di non volersi ricandidare, sono in cerca di un successore.

Scendendo verso il Campidano e le zone costiere, a Simaxis e Siamaggiore, si parla di ricandidature per i sindaci Giacomo Obinu e Davide Dessì. Anche a Santa Giusta, l’amministrazione di Andrea Casu punta a riproporsi. Nella Marmilla, il voto coinvolgerà diversi centri tra cui Mogoro, guidato dal sindaco Donato Cau, e Masullas con Ennio Vacca, con la ricandidatura di quest’ultimo data per certa.

Nel Guilcier, Ghilarza (Stefano Licheri) e Abbasanta (Patrizia Carta) sono i poli di riferimento, seguiti da Norbello con Matteo Manca. Nel Barigadu, la lotta contro lo spopolamento vede impegnati Fordongianus (Serafino Pischedda), Busachi (Giovanni Orrù), Neoneli (Salvatore Cau), Ula Tirso (Danilo Cossu) e Allai (Antonio Pili). Completano il quadro le sfide a Laconi dove è data quasi per certa la ricandidatura dell’uscente Salvatore Argiolas e Santu Lussurgiu guidata da Diego Loi che potrebbe trovarsi ancora una volta a misurarsi con il capo della minoranza, Antonio Matta.

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