La Nuova Sardegna

Oristano

La polemica

Post su Facebook e accuse incrociate: il dissing tra sindaco e sfidante infiamma la campagna elettorale

di Caterina Cossu

	Il sindaco di Norbello Matteo Manca e la sfidante Daniela Meloni
Il sindaco di Norbello Matteo Manca e la sfidante Daniela Meloni

Il primo cittadino di Norbello usa la pagina istituzionale del Comune per ribattere all’avversaria e lei lo diffida

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Norbello Una critica, una replica sui social attraverso un canale di comunicazione istituzionale e poi si passa alle vie legali. Gli ulteriori capitoli della saga sulla campagna elettorale devono ancora essere scritti, intanto le prime pagine regalano un inizio di trama succulento. Si va verso il voto per le amministrative in pieno scontro a Norbello, dove il dibattito politico sull’agone virtuale dei social è sfociato in una diffida formale. Protagonisti il sindaco Matteo Manca, e Daniela Meloni, candidata alla carica di primo cittadino con la lista civica Futura, la quale ha inviato una diffida al Comune e, per conoscenza, alla Prefettura di Oristano.

Scontro social

Al centro della disputa c’è una serie di post pubblicati su Facebook, con accuse reciproche. Tutto nasce da un intervento di Futura, che ha sollevato dubbi sull’opportunità di autorizzare il lavoro da remoto per una dipendente dell’area finanziaria e sui possibili effetti per i servizi al cittadino. In uno dei post, la lista civica parla di «preoccupazione per Norbello» e sottolinea: «Un Comune non si amministra da lontano», richiamando il tema della presenza negli uffici e la necessità di garantire continuità e accessibilità dei servizi, soprattutto nei momenti cruciali per la comunità. È una sottolineatura che riemergerà di certo davanti alla scelta di Matteo Manca di candidarsi nonostante sia in procinto di trasferirsi in Toscana per lavoro. Al momento però si discute di altro.

Facebook galeotto

La risposta del primo cittadino sul lavoro da remoto concesso alla dipendente, però, non è arrivata dal suo profilo personale o eventualmente da quello del suo gruppo politico, ma dalla pagina Facebook ufficiale del Comune di Norbello, elemento che diventa la principale contestazione. Nel lungo intervento, Manca infatti definisce le critiche «manipolazione della verità» e parla di «falsità, imbroglio, bugie», attribuendo inoltre agli avversari «cattiverie e malafede». Il primo cittadino entra anche nel merito dell’organizzazione interna degli uffici comunali, sostenendo che non vi siano costi aggiuntivi e che la situazione è stata gestita nel rispetto delle regole e della continuità amministrativa. Nello stesso post rivendica i risultati dell’attività svolta nei suoi anni di mandato, invitando a non alimentare «polemiche sterili».

Vie legali

La diffida di Daniela Meloni sposta però l’obiettivo sull’utilizzo improprio della pagina istituzionale. Richiama la «disparità di mezzi e la violazione dell’imparzialità», inviando il documento al sindaco e, per conoscenza, al prefetto Salvatore Angieri. Sostiene che l’intervento del primo cittadino che come firma porta semplicemente la dicitura «Il sindaco» configuri un utilizzo improprio di un canale pubblico per rispondere a critiche provenienti da un avversario politico. La diffida richiama i principi di imparzialità, buon andamento e correttezza dell’azione amministrativa, ritenendo che l’uso del canale istituzionale, «per forma e sostanza», si traduca in una comunicazione di carattere politico-personalistico: «Stiamo ricevendo molti messaggi di sostegno da cittadini che condividono la nostra preoccupazione per il rispetto dell’imparzialità delle istituzioni. Questa non è una questione personale tra me e il sindaco, ma di principio democratico: i canali del Comune devono restare neutri, non possono diventare strumenti di parte in campagna elettorale né strumenti di offesa. Spero che questa vicenda possa servire a garantire maggiore correttezza». Par condicio Daniela Meloni nella diffida evidenzia infatti «evidente disparità di mezzi nel confronto elettorale», dato che i social del Comune godrebbero di maggiore visibilità e credibilità rispetto ai profili di una lista civica. Tra i punti contestati c’è inoltre la gestione dei commenti sotto il post del Comune. Secondo quanto riportato dalla candidata, alcuni che sostenevano la lista Futura o che erano critici verso l’amministrazione sarebbero stati rimossi, mentre sarebbero rimasti visibili commenti favorevoli alla linea del sindaco. Un aspetto che, per la candidata, rafforzerebbe l’idea di un utilizzo «di parte» di uno spazio che dovrebbe restare neutro e aperto al confronto. Nella documentazione allegata alla critica compaiono anche screenshot di commenti e repliche, con botta e risposta tra utenti e protagonisti della vicenda. Nella parte conclusiva della diffida, Daniela Meloni chiede la rimozione immediata del post del 17 gennaio e l’astensione, per il futuro, dall’utilizzo dei canali del Comune (social e strumenti ufficiali, ndr) per finalità considerate estranee alla comunicazione pubblica istituzionale. Chiede inoltre un riscontro entro cinque giorni dalla ricezione della diffida e invita la Prefettura a intervenire per garantire «parità di mezzi» e correttezza nel confronto.

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