La Nuova Sardegna

Oristano

Diritto alla casa

Edilizia residenziale pubblica, sono 328 in attesa di una casa

di Caterina Cossu
Edilizia residenziale pubblica, sono 328 in attesa di una casa

Apre a breve la Casa delle donne per mamme e single in difficoltà

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Oristano In città l’emergenza abitativa non è più una questione marginale, ma un tema strutturale che fotografa un disagio diffuso. I numeri parlano chiaro: dalla recente approvazione della graduatoria generale risultano oltre 328 domande di aspiranti assegnatari di un alloggio di edilizia residenziale pubblica. Un fabbisogno consistente a fronte di una disponibilità estremamente limitata. Gli alloggi che si rendono disponibili, infatti, sono esclusivamente quelli “di risulta”, ovvero abitazioni che tornano assegnabili a seguito di decesso dell’intestatario, perdita dei requisiti o rilascio dell’immobile. Si tratta di case di tipo economico, destinate a cittadini con redditi bassi o in condizioni di particolare disagio. Il patrimonio comunale conta 70 alloggi, mentre sul territorio cittadino sono presenti circa 815 case di Area, secondo i dati forniti dagli uffici dell’ente regionale per l’edilizia pubblica. Numeri importanti, ma evidentemente non sufficienti a coprire una domanda che negli ultimi anni è cresciuta in modo significativo. «C’è una richiesta non indifferente – spiega l’assessora ai Servizi sociali, Carmen Murru – e questa amministrazione sta facendo di tutto per cercare di ottemperare a questa esigenza».

Le risposte, al momento, sono articolate su più fronti. All’angolo tra viale Brianza e via dei Maniscalchi sono operative quattro casette mobili, che possono accogliere fino a due persone ciascuna. Questa settimana sono stati inaugurati otto nuovi posti letto in via Alghero, appartamento ristrutturato con fondi del Plus e del Comune per un totale di ottantamila euro di investimento. A questi si aggiunge la convenzione Housing First, attraverso la quale il Comune si fa carico di posti letto in strutture alberghiere, in città e in un caso anche a Cabras. Una novità importante arriverà nella frazione di Massama: non appena verranno riconsegnate le chiavi del cantiere, sarà pronta la Casa delle donne: quattro appartamenti destinati a donne in difficoltà con figli a carico. «È un’esigenza che riscontriamo sempre più spesso agli sportelli del nostro assessorato – sottolinea Murru –. Si tratta di donne che si separano e che, pur lavorando, non riescono a raggiungere una piena autonomia economica. È nostro dovere pensare anche a loro». L’assessora precisa che non si tratta di situazioni legate alla violenza domestica: per quelle resta attiva la casa protetta del centro antiviolenza Donna Eleonora. Resta attivo anche il rimborso dei canoni di locazione, «ma vanno sempre anticipati, quindi sono solo un valido supporto alle altre iniziative».

Importante è stata la revisione dei criteri di graduatoria, approvati di recente, che hanno aggiornato i parametri di accesso all’edilizia residenziale pubblica rendendoli più aderenti ai mutamenti sociali intervenuti soprattutto dopo la pandemia. «Non possiamo accontentare tutti – ammette l’assessora – ma stiamo facendo tutto ciò che è in nostro potere». Un passaggio decisivo potrebbe arrivare, secondo Murru, dall’acquisizione, da parte del Comune, degli appartamenti dell’ex hotel Cama. «Quando l’operazione sarà conclusa – conclude Murru – saremo pronti a pubblicare subito il bando e a redistribuire le chiavi degli alloggi, sarebbe davvero un altro aiuto per tante famiglie».

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