Sassari, la baby-gang in stile “Maranza” accusata di rapine, spaccate e aggressioni – Il punto sull’operazione
Due quindicenni arrestati, perquisizioni e cinque indagati. Un altro ragazzino è stato mandato ai domiciliari. Il gruppo, attivo principalmente nel quartiere di Monte Rosello, responsabile del pestaggio al 23enne
Sassari Era una baby-gang, ispirata alle bande milanesi note come “Maranza”, quella che per alcune settimane ha terrorizzato cittadini, commercianti e giovani nelle strade e nelle piazze di Sassari. Oggi 25 febbraio la polizia di Stato, con l’ausilio delle pattuglie del reparto prevenzione crimine Sardegna, ha dato un primo segnale concreto arrestando due minorenni sassaresi appartenenti al gruppo denominato “La banda del Monte”. I due quindicenni sono stati raggiunti da ordinanza di custodia cautelare in comunità, emessa dal Tribunale per i Minorenni di Sassari. Un terzo minorenne, invece, è stato arrestato e mandato agli arresti domiciliari.
Rapine, spaccate e aggressioni
Secondo quanto comunicato dalla Questura, la banda si è resa responsabile di violente aggressioni ai danni di cittadini ignari, rapine ad attività commerciali e spaccate a bar e tabaccherie. «In una prima fase i fatti sembravano isolati e scollegati - ha spiegato il dirigente della Squadra Mobile, Michele Mecca - ma grazie all’analisi delle telecamere di videosorveglianza e a servizi di osservazione e pedinamento, abbiamo ricostruito la rete del gruppo, attivo principalmente nel quartiere Monte Rosello ma anche in altre zone del centro».
I membri della gang, che si muovevano a volte in gruppo numeroso e a volte in piccoli gruppetti, sono stati riconosciuti responsabili di pestaggi così violenti da richiedere il ricovero delle vittime, di molestie sessuali e di rapine ai danni di coetanei ed esercizi commerciali.
Il pestaggio al 23enne
Tra le aggressioni più gravi c’è il brutale pestaggio di Andrea Coroforo, 23 anni, colpito selvaggiamente mentre tornava a casa con un’amica. Calci alla testa, urla e poi il buio. Il giovane aveva riportato la frattura della mandibola e gravi traumi facciali. La sua testimonianza alla Nuova Sardegna, dal letto dell’ospedale, aveva già scosso la città e messo in luce la ferocia della banda. Intorno al gruppo ruotavano una ventina di giovanissimi, anche se non tutti si sono resi responsabili di reati.
La Procura
La Procura per i Minorenni ha richiesto le misure cautelari per interrompere le azioni della gang e fermare l’allarme sociale generato dai ripetuti episodi. Al momento dell’esecuzione delle ordinanze sono state effettuate anche cinque perquisizioni a carico di altri ragazzi del gruppo, per raccogliere ulteriori elementi e materiale utilizzato durante le aggressioni.
La polizia
«Si tratta di un’operazione fondamentale - ha dichiarato il questore Filiberto Mastropasqua - arrivata dopo un chiaro segnale d’allarme da parte della comunità. Ringrazio la Procura per i Minori e gli investigatori della Squadra Mobile, che hanno lavorato con grande impegno anche quando le risposte non sembravano immediate». Secondo Mecca, rapine e pestaggi facevano parte di un comportamento organizzato, con logiche di emulazione tra quartieri e aggressioni pianificate, tipico delle bande in stile “maranza”. «Con questa operazione - ha aggiunto il dirigente della Mobile - abbiamo dato un segnale chiaro, interrompendo la spirale di violenza e la competizione tra gruppi».
Le denunce
Durante l’operazione sono stati sequestrati oggetti contundenti e pericolosi, tra cui mazze da baseball, piedi di porco, coltelli e tirapugni. Molte denunce non erano state presentate inizialmente, ma la collaborazione di alcuni ragazzi, anche su sollecitazione dei genitori, ha permesso di ricostruire l’intera rete di aggressioni e rapine.
