Turismo e sostenibilità, l’oscar di Legambiente va alla Sardegna: ecco chi ha vinto
Il riconoscimento per ospitalità green e progetti di comunicazione – Ecco chi ha vinto
Cabras C’è una forma di turismo responsabile e consapevole, basato sul rispetto dell’ambiente, della cultura e dell’economia locale, che non è finalizzato allo sfruttamento passivo delle bellezze del territorio per il proprio piacere o il proprio riposo, ma sceglie per alloggiare strutture ecocompatibili con certificazioni ambientali, evita i luoghi più affollati meta del turismo massa, è alla ricerca di esperienze inclusive e a stretto contatto con la natura e durante le visite ha estremo rispetto per gli ecosistemi e il loro equilibrio. Questo è il tipo di turismo in cui crede e punta Daniela Meloni, titolare dell’azienda di via Cesare Battisti Limòlo House 56 Green, che alla prestigiosa fiera “Fa la cosa giusta” a Milano, ha ricevuto da Legambiente l’Oscar del turismo sostenibile – per la Sardegna è stato premiato anche Ammentos di Posada –. Il riconoscimento premia annualmente le eccellenze italiane che coniugano turismo e sostenibilità, inclusività e basso impatto ambientale. «Sono sorpresa – ammette emozionata –. Forse qualcuno dalla Sardegna ha segnalato a Legambiente sia il modo in cui opera la struttura, che ha investito tanto nella comunicazione green, sia i progetti importanti che abbiamo sviluppato».
Limòlo House affianca attualmente all’offerta di ospitalità sostenibile il supporto ai progetti di comunicazione e rigenerazione del territorio “56 Green newsletter” e “Stagnintour”, autogestiti e autofinanziati: «La newsletter è un modo di raccontare ai visitatori il territorio, non fermandoci solo a quello di Cabras, ma in generale a quello della Sardegna, e di contaminarlo con esperienze che traggo dai miei viaggi e dai miei studi, col taglio del turismo sostenibile. Le bellezze del territorio non vengono presentate elencandole, ma in una narrazione che responsabilizza le persone. Non diciamo al turista di venire qui per andare al mare e vedere le spiagge del Sinis perché sono belle, ma per venire a conoscere il territorio nel suo complesso, problemi inclusi. Si usa sempre più, in tal senso, la definizione di turismo rigenerativo, che è l’ultima frontiera del settore e punta a lasciare i luoghi visitati migliori di come sono stati trovati».
Daniela Meloni spiega poi come dalle parole è passata all’azione concreta: «Nella newsletter dico, ad esempio, di evitare di andare a Is Aruttas in piena estate. La spiaggia è bellissima, ma in quel periodo è sovraccarica, così suggerisco alternative, ugualmente belle oppure di programmare il viaggio in un altro periodo». Grande successo ha riscosso anche il progetto Stagnintour, portato avanti con l’associazione culturale SinisTerrae presieduta da
