Tiscali, 180 esuberi in tutta Italia: Cagliari e Taranto le sedi più colpite dai licenziamenti
Avviata la procedura con comunicazione ai sindacati: in Sardegna usciranno 81 dipendenti, tra cui 62 impiegati e 11 giornalisti
Cagliari Tiscali avvia una procedura di licenziamento collettivo che coinvolgerà 180 dipendenti su circa 730 complessivi, nell’ambito di una riorganizzazione legata alla cessione del ramo consumer. Il piano di riduzione del personale interesserà diverse sedi sul territorio nazionale, con impatti particolarmente rilevanti a Cagliari e Taranto.
A Cagliari si concentra la quota più significativa degli esuberi: 81 lavoratori, tra cui 62 impiegati, 8 quadri e 11 giornalisti.
A Taranto, invece, il taglio riguarda 73 impiegati, rappresentando di fatto la quasi totalità della forza lavoro locale.
Situazione più contenuta nelle altre sedi: a Roma sono previsti 13 esuberi (10 impiegati, 2 quadri e 1 giornalista), mentre a Bari il numero scende a 12 unità, tra impiegati e quadri. Marginale l’impatto su Milano, dove è previsto un solo esubero tra i quadri.
Nel complesso, la riduzione del personale colpisce principalmente la componente impiegatizia, che rappresenta la parte più consistente della forza lavoro aziendale. Più limitato il coinvolgimento dei quadri e circoscritto quello dei giornalisti.
La riorganizzazione si inserisce in un’operazione più ampia che prevede l’affitto del ramo d’azienda B2C finalizzato alla cessione, con la valorizzazione dei marchi Tiscali e Linkem, già approvata dal consiglio di amministrazione della controllante Tessellis. Parallelamente, l’azienda ha avviato anche la procedura di composizione negoziata della crisi, segnale delle difficoltà e del cambiamento in atto nel modello di business. I licenziamenti saranno attuati al termine del confronto con le organizzazioni sindacali, secondo quanto previsto dalla normativa vigente.

