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Oristano

Viabilità

Parcheggi blu, via la società di gestione e dentro la società in house del Comune

di Caterina Cossu
Parcheggi blu, via la società di gestione e dentro la società in house del Comune

Un’ipotesi che salva anche i dipendenti dell’attuale cooperativa riunita: potrebbero essere assunti dalla Oristano Servizi

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Oristano Se n’era già parlato durante la giunta di Andrea Lutzu. Lo scontro era stato acceso tra gli esponenti della stessa maggioranza e con l’opposizione: trasferire i lavoratori della società che gestisce l’appalto dei parcheggi a pagamento dentro la società in house del Comune, Oristano Servizi. L’obiettivo dichiarato, anche allora, era stata l’idea di farvi confluire le risorse dell’appalto stesso e avere una gestione più organica ed efficace. A luglio 2020 il sindaco aveva detto categoricamente no, creando la frattura con il consigliere Antonio Iatalese, portatore della proposta: non c’era prova per il primo cittadino, nonostante la relazione possibilista dell’allora responsabile dell’in house Alessio Putzu, che l’affidamento diretto avrebbe rappresentato un’alternativa migliore del bando. Così si è arrivati all’aggiudicazione e alla gestione attuale: la cooperativa riunita di Stop e Easy help, nel 2021 per garantire il servizio per i successivi cinque anni riassorbì anche il personale operativo mantenendone livelli di inquadramento e anzianità. Ora il passaggio di quei lavoratori delle società affidatarie dell’appalto del servizio di parcheggio a pagamento alla Oristano Servizi è tornata sul tavolo di trattativa della maggioranza. Non c’è una dichiarazione esplicita, ma qualche indizio. Il segretario provinciale di Oristano 20Venti, Giancarlo Mameli, ha dichiarato infatti in un’occasione pubblica: «È ora di allargare i ragionamenti sul futuro della Oristano Servizi, perché secondo noi ha bisogno di una modifica dell’assetto amministrativo. Vero è che, per la sua natura giuridica, ha esigenze particolari, ma non deve gravare sulle casse del Comune».

Cos’è cambiato Allora le condizioni erano differenti: diversa la società affidataria e diversa la gestione della Oristano Servizi. Entrambe le società navigavano in acque ben più tranquille mentre attualmente esiste più di un problema di gestione per tutt’e due. Diverso era anche l’ammontare degli introiti dalle strisce blu: cinque anni fa erano infatti pari a circa 1 milione 200mila euro. La cifra attualmente sarebbe dimezzata. A complicare la liquidità della società di gestione sarebbero principalmente le condizioni dei circa 1.300 stalli assegnati dall’appalto. Gli oristanesi, infatti, se possono, li evitano. Nei parcheggi in struttura di via Mariano IV, via Carducci e via Verdi, per esempio, manca il sistema automatico di integrazione della sosta. Molte delle colonnine non hanno il bancomat funzionante o lo hanno, ma con un lentissimo collegamento in 2G; ancora, le colonnine non riconoscono il pagamento elettronico con l’utilizzo dello smartphone, sistema usato da molti utenti e richiesto.

Fattibilità A fronte delle mutate condizioni, non precisamente favorevoli, l’operazione poi si potrebbe scontrare con i termini di tempi e dettagli tecnici. Resta solo poco più di un anno di legislatura, infatti, da portare a compimento, sempre che la ritrovata pace in maggioranza regga. Ci sarebbe poi da definire la tipologia di contratto da fare all’ingresso: solo un “multiservizi” potrebbe farli passare indifferentemente dalle mansioni di sfalcio dell’erba alla vigilanza degli stalli a pagamento. La società di gestione, infine, potrebbe rivendicare un valore economico per il passaggio delle strumentazioni, nonostante lo stato di manutenzione non sempre ottimale e l’arretratezza dei sistemi informatici. Come quelle placche tonde installate in varie vie della città, rilevatori di parcheggi liberi che avrebbero dovuto segnalarli alle app degli utenti, sistema però che non è mai entrato in funzione.

In scadenza La società di gestione paga al Comune circa il 22 per cento degli introiti dei posteggi a pagamento ogni tre mesi. Questo in linea teorica perché, già morosi e beneficiari di un accordo transattivo a fine dello scorso anno, avrebbero ora accumulato altri sei mesi di ritardi sul trasferimento delle somme al Comune. L’appalto poi sarebbe dovuto scadere il 1° maggio ma la proroga sarebbe già arrivata. Data scadenza del differimento tecnico: 30 ottobre 2026. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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