Tutti in fila per vedere la riunione storica dei Giganti – Ecco i numeri record di Pasqua
È il miglior risultato di presenze registrato in cinque anni di Fondazione Mont’e Prama
Cabras Pasqua da record per il sistema museale di Cabras, che chiude il lungo weekend festivo con numeri in forte crescita e una partecipazione ampia tra turisti e residenti. A trainare l’affluenza è stata la riunificazione del complesso statuario di Mont’e Prama nella sala del Paesaggio, capace di catalizzare l’interesse e portare quasi settemila visitatori complessivi nei quattro giorni principali. Il dato totale si attesta a 6.934 ingressi tra Venerdì Santo e Pasquetta: 1.060 il venerdì, 2.342 il sabato, 1.312 la domenica di Pasqua e 2.220 il lunedì dell’Angelo. Un risultato che conferma il trend di crescita e consolida il ruolo di Cabras tra le principali mete culturali di tutta l’isola.
I numeri Andando a esaminare nel dettaglio i dati relativi al solo museo civico Giovanni Marongiu, i visitatori unici nei quattro giorni sono stati 2.693, suddivisi tra 865 ingressi il venerdì, 558 il sabato, 419 la domenica e 851 il lunedì. A questi si aggiungono 632 secondi ingressi, ovvero visitatori che hanno raggiunto il museo dopo aver già visitato un altro sito culturale del Sinis, portando il totale complessivo degli accessi al museo a quota 3.325.
La risposta del pubblico Un elemento importante per leggere correttamente i dati riguarda le modalità di accesso nelle prime due giornate: tra venerdì e sabato la visita alla mostra dei Giganti era riservata ai residenti, mentre gli altri visitatori hanno acquistato biglietti per gli altri siti culturali gestiti dalla Fondazione Mont’e Prama, come l’area archeologica di Tharros. Una distinzione che contribuisce a spiegare la distribuzione degli ingressi e la forte incidenza del pubblico locale. Proprio i residenti rappresentano infatti una componente significativa, con 1.296 presenze registrate al Museo nei quattro giorni. «Le tante visite che si sono registrate da parte di non residenti confermano che il Parco archeologico ha una capacità di attrazione propria – afferma il presidente della Fondazione Mont’e Prama, Anthony Muroni –. Il sito di Tharros e le altre aree monumentali mantengono un interesse costante indipendentemente dalle esposizioni temporanee. La bella risposta dei cabraresi indica invece un alto tasso di coinvolgimento della comunità locale, essenziale per la sostenibilità sociale del progetto museale».
Un anno fa Il confronto con il 2025 fa emergere ulteriormente la portata del risultato: se si esaminano le sole giornate di Pasqua e Pasquetta, l’incremento supera il 75 per cento: domenica si passa da 748 a 1.312 visitatori e a Pasquetta da 1.263 a circa 2.200 ingressi. Il 2026 si configura perciò come l’anno record del quinquennio per il periodo pasquale, con le cifre che superano nettamente anche i livelli raggiunti negli anni pre-Covid. Equilibrato è infine anche il dato sulla provenienza del pubblico, con italiani e stranieri quasi alla pari: sono stati 2.911 i visitatori dalla penisola, contro i 2.727 dall'estero.
L’immediato futuro Un chiaro segnale della crescente attrattività internazionale del sistema museale di Cabras. Intanto la Fondazione Mont'e Prama inaugurerà a maggio in’altra esposizione. «In attesa di riunire tutta la statuaria di Mont’e Prama nel 2027, la nuova sala dei Giganti da maggio ospiterà una grande mostra sulle aristocrazie etrusche e nuragiche a confronto, diretta da Paolo Giulierini, con Raimondo Zucca, Giorgio Murru e il direttore del Museo archeologico di Firenze, Daniele Maras a comporre il comitato scientifico – ha annunciato Muroni –. Avremo pezzi in prestito da Firenze, Villa Giulia e altri importanti musei italiani, tra cui il bronzetto di Vulci, l'arciere di tipo Cavalupo». © RIPRODUZIONE RISERVATA
