La Nuova Sardegna

Oristano

La denuncia

Antincendio, cancellata la vedetta: a rischio 5000 ettari di patrimonio boschivo

di Enrico Carta
La vedetta antincendio a Punta Palai Una vedetta a Bolotana (foto Sedda)
La vedetta antincendio a Punta Palai Una vedetta a Bolotana (foto Sedda)

Salta il tavolo istituzionale tra Comune e Forestas dopo la decisione di smantellare il presidio di Paulilatino

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Paulilatino Lo scontro si consuma in prefettura, durante il vertice sulla campagna antincendio. Il sindaco di Paulilatino, Domenico Gallus, abbandona il tavolo istituzionale in aperta polemica con l’agenzia regionale Forestas, che ha deciso di rimuovere la vedetta antincendio dal territorio comunale giudicandola non idonea. È una scelta che, secondo l’amministrazione, espone a gravi rischi un’area vasta del Guilcier e fondamentale per l’ecosistema dell’intera provincia, proprio alla vigilia della stagione più delicata sul fronte degli incendi. Paulilatino può infatti contare su oltre cinquemila ettari di patrimonio boschivo, tra cui la più estesa superficie europea di piante di olivastro, un’unicità che negli anni è stata più volte minacciato dai roghi, ma che è rimasta sempre pressoché intatta. Forestas, per la quale era presente alla riunione il direttore Maurizio Mallocci, motiva la decisione con la presunta inadeguatezza tecnica della struttura, ma il Comune respinge al mittente le accuse. «Per due anni consecutivi siamo intervenuti a spese del nostro ente per garantire la piena operatività della vedetta – spiega Domenico Gallus – e solo adesso ci viene detto che non è idonea. Se davvero lo fosse stata, perché nessuno lo ha mai segnalato prima?». Alla base della rottura c’è anche un problema di metodo nei rapporti istituzionali. Forestas ha chiesto ai Comuni collaborazione operativa per sostenere la campagna antincendio, ma, denuncia il sindaco, alle richieste inviate dal Comune di Paulilatino il 20 marzo scorso per avere indicazioni precise non è mai arrivata alcuna risposta. «Ci viene chiesto di fare la nostra parte – osserva il primo cittadino –, ma quando chiediamo chiarimenti restiamo senza interlocuzione». Secondo Domenico Gallus, la conseguenza immediata della chiusura del presidio di vigilanza è un indebolimento del sistema di prevenzione.

Con la rimozione della vedetta, le postazioni più vicine diventano quelle di Santu Lussurgiu e Sorradile, ritenute troppo distanti per garantire una sorveglianza tempestiva su un territorio ampio, impervio e caratterizzato da una forte presenza boschiva. L’area, oltre al valore naturalistico, concentra poi numerosi siti archeologici di grande importanza, potenzialmente esposti a danni irreversibili in caso di incendi non individuati in tempo. Per anni, sottolinea il Comune, la sinergia tra vedetta e barracelli ha rappresentato un presidio efficace di controllo e prevenzione. A tal proposito è a tinte forti il commento del primo cittadino: «Sono sgomento e basito per la decisione presa di fronte a un patrimonio ambientale di questo valore. Da anni la vedetta e l’azione dei barracelli hanno costituito un presidio fondamentale per prevenire disastri su tutto il territorio del Guilcier, che ora resta scoperto nonostante l’enorme pregio dei nostri boschi». Una presa di posizione netta che apre un fronte di tensione tra Comune e agenzia regionale, mentre cresce la preoccupazione per l’estate alle porte. Il timore, espresso anche durante il vertice, è che l’assenza di un avamposto stabile di avvistamento possa tradursi in ritardi negli interventi e in un aumento dei rischi per uno dei polmoni verdi più importanti non solo della Sardegna centrale. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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