Sassari, sotto terra una Domus de janas unica in Sardegna – L’incredibile scoperta archeologica di due appassionati
L’appello della coppia sui social: «Il destino di questa favolosa necropoli è nelle mani del proprietario del fondo»
Sassari «Cari amici qui non saprei davvero da dove cominciare, forse questa è la città sotterranea ipogeica più grande della Sardegna mai ritrovata, grande quasi come quella di Alghero».
Giorgio Fenu e Denise Diana, marito e moglie di Iglesias con oltre 52mila follower, vanno in giro per l’isola a raccontare sui social i siti archeologici facendo appassionare non solo i sardi. E così, qualche giorno fa, per caso, si sono imbattuti anche in un anfratto nascosto da rovi e sterpaglie. Ma per chi ha l’occhio abituato a perlustrare il mondo sotterraneo, scavato migliaia di anni fa, è bastato un attimo per capire che poteva trattarsi di qualcosa di magnifico e importante per la storia archeologica della Sardegna.
Telecamera del telefono puntata sul marito, ecco che Giorgio Fenu comincia a raccontare quello che per lui è un sito archeologico incredibile: «Stiamo entrando in un mondo sotterraneo di una necropoli che è gigantesca, forse una delle più grandi».
«Guardate le dimensioni di questa necropoli», dice Fenu rivolgendosi ai follower: «Abbiamo celle un po’ ovunque, siamo intorno ai 100 metri quadri di tomba con pilastri di grandi dimensioni».
Fenu illumina la tomba dove sembra che qualcuno abbia tentato di scavare: «Ma qui ci sono solo ossa, siamo nel Neolitico», continua Fenu. Per la coppia si tratterebbe di una «incredibile necropoli con protome rovesciata» che si trova a Ponte Secco a Sassari, «scolpita con la tecnica in rilievo su parete frontale all’ingresso».
La Domus de Janas sconosciuta
Poi un’altra scoperta, si tratta di una Domus de Janas sconosciuta in un campo nella zona di Oredda a una decina di chilometri da Sassari.
«Non è una Domus de Janas molto comune», racconta Fenu che spiega di averla potuta osservare entrando in un terreno privato: «Questa tomba è stata certamente catalogata dalle Università negli anni Ottanta, ma si trova all’interno di una proprietà privata, dunque forse bisognerebbe trovare un modo per renderla fruibile».
In Sardegna le Domus de janas sono migliaia, aggiunge Fenu: «Andrebbero tutte salvaguardate. Anche questa andrebbe svuotata e tutelata trovando un accordo col proprietario, magari facendo un corridoio di passaggio per renderla fruibile agli appassionati di archeologia e dunque anche ai turisti – commenta – perché c’è sete di cultura».
«L’incredibile Domus de janas – scrive sulla sua pagina Facebook – custodisce al suo interno scolpite a rilievo sul pilastro centrale le rarissime protomi Spiraliformi, segno di forza e di virilità. E delle protomi taurine scolpite sopra l’ingresso, lunghe circa 50 centimetri. Questa singolare domus de janas risulta completamente interrata ed è difficilissimo entrarci, ed è unica in Sardegna».
L’appello
L’appello: «Il destino di questa favolosa necropoli è nelle mani del proprietario del fondo, basterebbe sensibilizzarlo a edificare un colletto in pietre intorno per evitare che ancora altra terra precipiti all’interno della domus, coprendola definitivamente».
Prossima tappa: «Un’altra Domus, abbiamo scoperto che ci hanno costruito sopra una strada e si trova nella zona di Illorai».
