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Oristano

Il giallo

Ritrovato in fin di vita, muore in ospedale: disposta l’autopsia – Tutte le piste dell’inchiesta

di Enrico Carta
Ritrovato in fin di vita, muore in ospedale: disposta l’autopsia – Tutte le piste dell’inchiesta

Gli inquirenti cercano una risposta definitiva al decesso dell’uomo

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Santa Giusta Non ce l’ha fatta Marcello Muroni, il cinquantenne di Santa Giusta ricoverato da domenica nel reparto di Rianimazione dell’ospedale San Martino di Oristano dopo un gravissimo malore riconducibile, secondo l’ipotesi investigativa principale, a un’overdose di droga. Le sue condizioni erano apparse disperate sin dal primo momento: l’emorragia cerebrale provocata dal collasso aveva infatti determinato uno stato di coma irreversibile. Nella tarda serata di ieri, martedì 29 settembre, è arrivato il decesso. Ora l’attenzione si sposta sull’autopsia, in programma domani, e sull’indagine condotta dai carabinieri sotto il coordinamento della procura, chiamata a chiarire non soltanto le cause precise della morte ma soprattutto quanto accaduto nelle ore precedenti al soccorso.

È stata definitivamente esclusa la pista dell’aggressione. Nelle prime ore successive al ritrovamento avevano infatti preso corpo voci relative a una violenta colluttazione e persino a possibili colpi inferti alla testa con un martello. Gli accertamenti eseguiti hanno però escluso questa ricostruzione: sul corpo di Muroni non sono state riscontrate ferite o lesioni compatibili con un pestaggio e non sono emersi elementi che facciano pensare a una lite. Resta invece in piedi l’ipotesi dell’assunzione di sostanze stupefacenti. Sarà proprio l’esame del medico legale, insieme agli accertamenti tossicologici, a stabilire se il cinquantenne abbia assunto droga e, in caso affermativo, quali sostanze fossero presenti nel suo organismo.

Tra le ipotesi circolate finora c’è quella di un mix tra cocaina ed eroina, ma al momento non esistono conferme ufficiali. Gli investigatori stanno concentrando gran parte del lavoro sulla ricostruzione delle ultime ore di vita dell’operaio. Una delle convinzioni che sta emergendo con maggiore forza è che il malore non sia iniziato nell’area vicina allo stagno, alle spalle del municipio, indicata nelle prime ricostruzioni come luogo del ritrovamento. L’ipotesi al vaglio è che possa essersi sentito male altrove, probabilmente all’interno di un’abitazione dove sarebbe avvenuto il consumo di droga. Per questo motivo gli accertamenti si stanno concentrando anche sulle persone che potrebbero aver trascorso con lui le ultime ore.

I carabinieri stanno cercando di chiarire chi fosse in compagnia del cinquantenne prima del malore, quale ruolo abbia avuto nei momenti successivi e chi abbia materialmente dato l’allarme ai soccorsi quando la situazione è precipitata. Un altro fronte dell’inchiesta riguarda la provenienza della sostanza stupefacente che sarebbe stata assunta. Se l’ipotesi dell’overdose dovesse trovare conferma negli accertamenti medico-legali, gli investigatori potrebbero risalire a chi avrebbe ceduto o fornito la droga a Muroni. Un aspetto che potrebbe assumere rilevanza penale e che rappresenta uno degli obiettivi principali dell’attività investigativa. Al momento non risultano provvedimenti nei confronti di altre persone né contestazioni formali. La procura attende gli esiti degli approfondimenti tecnici prima di valutare eventuali sviluppi. Saranno quindi l’autopsia e la ricostruzione dettagliata degli ultimi spostamenti di Marcello Muroni a fornire le risposte decisive su una vicenda ancora avvolta da numerosi interrogativi e conclusasi nel modo più tragico.

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