Geotermia: autorizzate le trivellazioni nell’ex cava, ma per il Comune è un fulmine a ciel sereno
Possono partire le esplorazioni nel sottosuolo: sondaggi tra 200 e 300 metri in profondità
Mogoro C’è il via libera della Regione per le ricerche geotermiche nel territorio di Mogoro, ma la notizia arriva a sorpresa in municipio. La settimana scorsa la giunta regionale ha infatti approvato la delibera, decretando che il progetto Mogoro risorse geotermiche, presentato dalla società New Eco Ambiente, non dovrà essere sottoposto alla procedura di Valutazione di impatto ambientale ordinaria. L’intervento, dal costo stimato di oltre 460mila euro, prevede la perforazione di quattro pozzetti termometrici profondi fino a 200 metri e di due pozzi esplorativi che supereranno i 300 metri di profondità per mappare il potenziale termico del sottosuolo nel Campidano centro-orientale. La delibera, tuttavia, riapre una ferita aperta lo scorso marzo. Allora, sotto la guida dell’ex sindaco Donato Cau, il consiglio comunale aveva votato all’unanimità un netto e preliminare no al progetto, chiedendo studi scientifici approfonditi a tutela del paese e del suo territorio.
A distanza di qualche mese, la decisione della Regione arriva come un fulmine a ciel sereno per l’attuale amministrazione guidata dal nuovo sindaco Luca Orrù, che non era a conoscenza dell’imminente pubblicazione del documento. «Stiamo seguendo la vicenda con la massima attenzione», dichiara il primo cittadino, intenzionato a fare chiarezza sui margini di manovra del Comune: «Personalmente sono già stato nei mesi scorsi a Cagliari, direttamente all’assessorato regionale della Difesa dell’ambiente, per rappresentare i dubbi della nostra comunità e per capire l’evoluzione dell’iter». La delibera regionale impone alla società proponente rigide prescrizioni tecniche, come l’uso di fluidi di perforazione biodegradabili e l’isolamento stagno delle falde idriche tramite una cementazione continua, nel tentativo di rispondere alle preoccupazioni sollevate a livello locale dall’Arpas e dalle passate osservazioni consiliari.
Ciononostante, il provvedimento regionale limita drasticamente le possibilità di veto immediato da parte del municipio. «Dobbiamo essere realisti con i cittadini – ammette con franchezza il sindaco Orrù –. Come Comune non abbiamo il potere legale di opporci direttamente a questo provvedimento. Al momento, è bene ricordarlo, si tratta esclusivamente di attività di ricerca e campionamento del sottosuolo, non della realizzazione di una centrale per produrre energia geotermica. Inoltre, l’area individuata per i sondaggi ricade in una cava dismessa, una tipologia di sito che la nuova legge regionale sulle aree idonee classifica proprio come adatta per ospitare impianti energetici e installazioni tecnologiche».
Il timore diffuso resta tuttavia legato al futuro: la Soprintendenza archeologica ha già messo a verbale il rischio che eventuali impianti di produzione a ciclo binario possano impattare negativamente sui vicini complessi nuragici di Pala Merenzia e Arrubiu. Per questo, l’amministrazione non intende abbassare la guardia, facendo leva sulle competenze urbanistiche e geologiche che la legge riserva ancora ai comuni in materia di difesa del suolo. «Anche se i margini di opposizione formale sulla sola ricerca sono stretti, faremo tutto il possibile per difendere l’ambiente e la salute del nostro territorio. Pretenderemo che ogni singola prescrizione della delibera sia rispettata al millimetro», conclude il sindaco.
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